[D]eadly [S]tupid [V]enoms #1





+Psicodromo+ file 003 : Van Helsing





Il film che ho scelto, il mio gulty pleasure è Van Helsing
film d'azione del 2004, scritto e diretto da Stephen Sommers, con Hugh Jackman e Kate Beckinsale. Il film, prodotto dalla Universal Pictures ed è basato sull'omonimo personaggio del romanzo Dracula di Bram Stoker (anche se il nome del protagonista nel film è cambiato in Gabriel Van Helsing,

Oltre al Conte Dracula, antagonista di Van Helsing, nel film compaiono anche il dottor Jekyll e Mister Hyde, il mostro di Frankenstein e l'Uomo lupo, e tutte le atmosfere gotiche del cinema anni sessanta-settanta.

Il film costituisce un omaggio ai film Al di là del mistero (House of Frankenstein, 1944) e La casa degli orrori (House of Dracula, 1945) prodotti dalla Universal, nella quale figurano Dracula, il mostro di Frankenstein, l'Uomo Lupo, lo scienziato pazzo e l'aiutante gobbo[1].



st
o leggendo la wiki ma vi assicuro che non ce n'è bisogno 
allora da dove iniziare esattamente?
dal contratto della Universal? o dal contratto tra il barone victor von frankenstain e dracula?

io direi che per avvincinarsi al rutilante delirio visivo di Sommers c'è da puntualizzare un paio di cose prima,

forse non tutti sanno che c'è sempre stato un tacito accordo tra Universal e i classici mostri

I mostri della Universal sono personaggi cinematografici protagonisti di famose serie di lungometraggi di genere horror e fantascientifico prodotte dal 1923 al 1956 dalla Universal; i personaggi protagonisti di questa serie di film come il Conte Dracula, il mostro di Frankenstein, la mummia, l'uomo invisibile, l'uomo lupo, il fantasma dell'Opera, il mostro della Laguna Nera e la moglie di Frankenstein, con le loro particolari caratterizzazioni, sono entrati nell'immaginario collettivo e diventati protagonisti anche di film di altre case di produzione, che realizzarono numerose versioni e variazioni sul tema.[1][2] Nel 2014 la Universal programmò un reboot della serie, chiamato "Dark Universe", con l'intenzione di creare un nuovo universo cinematografico condiviso dei suoi personaggi, ma a causa dello scarso successo dei primi due film, Dracula Untold e La mummia, venne poi sospeso.[3][4][5]



una roboante giostra degli effetti speciali e della C.G.I, una kermesse non-sense barocco-ottocentesca assolutamente auto-referenziale, una pretesa citazione raramente a tema, un convulso mostro cinematografico onnivoro che spesso garantisce allo spettatore una impalcatura tutt'altro che originale ma perlomeno stabile in una involuta alternanza di smargiassate gratuità fino alle estreme conseguenze cialtronesche.
Mi sono posto una lecita domanda prima di "affrontare" la seducente pellicola che impreversava imperterrita nelle sale italiane da circa una settimana..."[S][G]Ma,sarà possibile riunire in un unica pellicola,le tre più celebri creature della Universal degli anni Quaranta quali Dracula, il mostro di Frankenstein e l’uomo lupo?" [/G][/S]Dracula, il mostro di Frankenstein e l'uomo lupo sono tre dei più noti personaggi dell'orrore letterario. Tutti e tre hanno avuto svariate versioni cinematografiche, spesso di successo. In più di un'occasione si erano anche ritrovati nello stesso film (come nei due "[G]Dracula contro Frankenstein" di Al Adamson e Jesus Franco, o nella "House of Frankenstein" del '44[/G]) Sembra proprio che Stephen Sommers ("Padre" di questa adorabile fracassona pellicola) si sia posto la stessa fatidica domanda e che questo "dilemma realizzativo",l'abbia attanagliato fino al punto di tentare una impresa così "alta" da voler continuare a tutti i costi l'opera di 'rifondazione' degli archetipi del nostro immaginario collettivo, dopo il successo (non certo di critica) ottenuto dalla saga della Mummia, e prima ancora dalle sue rivisitazioni del mondo di Tom Sawyer e del Libro della Giugla. Sulla carta Van Helsing è una bellissima sfida e un obiettivo cinematografico ambizioso e difficile da conseguire in nome di una ricercata originalità se non dei contenuti e dei personaggi almeno in un intreccio narrativo che garantisse un elevato entertiment fine a se stesso,in pratica il rindondante racconto di Sommers traccia nuovi confini e ha il coraggio di dimostrare e di porci una scomoda domanda : "i cosidetti filmoni smaccatamente improbabili di Hollywood, che regolarmente ci infligge ogni settimana inflessibilmente sono poi così lontani e diametralmente opposti dal suo pargoletto concettuale e sperimentale volutamente farlocco...?".... [S]Matrix,l'Uomo Ragno,Daredevil,L'ultimo dei Samurai,Troy[/S]....sono poi così distanti dalla scanzonata rivisitazione burlesca di Sommers...? 

 

 La pellicola di Sommers non ha alcuna egocentrica pretesa stilistica o inventiva,vuole semplicemente essere,(smaccata analogia con la creatura del Barone Frankenstein) viva !.... E senza dubbio la fastosa e buffa pellicola del regista almeno ha un enorme merito,diverte e infischiandose allegramente scavalca ogni concezione di spazio e di tempo, logiche e verosimiglianze, mescolando il reale al fantastico, il fantastico al fantastico, attingendo a piene mani tra tutto lo scibile umano senza distinzioni di sorta, in un frullato meta-artistico, meta-storico, meta-fisico dove nulla è escluso e tutto è possibile. Personaggi letterari che si incontrano per combattere un nemico comune il Conte Dracula; serial killer cinematografici che si fronteggiano infrangendo tutte le leggi della fisica e della gravità ; mostri sacri che si combattono e si alleano. Insomma, la più coerente rappresentazione dell’era del postmoderno. Coerenza dell’incoerenza, in cui un ruolo di primo piano lo interpreta il kitsch con tutte le sue mille declinazioni, deformazioni, degenerazioni, un gioco che si diverte a creare e percorrere i più improbabili sentieri all’interno di un immaginario fantastico, regressivo e infantile che appartiene, bene o male, ad ognuno di noi. Sarebbe stato un errore madornale,dare una logica interna ad un racconto laddove il bello è proprio che logica interna non ce ne sia, essendo già data per scontata a priori. Sommers,è l'alfiere del cinema dell'eccesso,
per me sommers incarna perfettamente la condizione del cinema americano anche di questa epoca, disorientato e ormai indiscriminatamente incrociato con tutti gli altri mezzi di comunicazione e di spettacolo, un certo tipo di cinema sembra perdere progressivamente la sua identità, senza riuscire ad acquistarne un'altra.
Sospeso in una zona mutante e grigia, forse condannato ad una fluidità senza fine, lo spettacolo cinematografico contemporaneo tende a liberarsi di ogni limite e guida. Van Helsing incarna perfettamente questo smarrimento coatto, tracciando esemplarmente una bozza in senso negativo della crisi del racconto e della messa in scena nel blockbuster contemporaneo.
Non "regista" untuoso termine per tracciare un contenimento da mestierante,ma "shooter",artigiano della improvvisazione frenetica e a volte sfincante nella sua estrosa ripetitività.Per Sommers il film sul noto cacciatore di mostri partorito dalla geniale mente di Bram Stoker poteva quindi rappresentare l’occasione di adattare lo stile spettacolare e avventuroso di La mummia ad un immaginario ottocentesco dalle tinte gotiche e fantasiose. La straordinaria bravura degli effettisti dell’Industrial Light & Magic avrebbe fatto il resto. Inutile quindi nascondersi dietro finte palizzate,se si tratta di cinema di serie A o di serie B... --------------------------------------------------------------------------------------------------- THE MAN BEHIND THE LOOK Nel romanzo di Bram Stoker Dracula (1898) Abraham Van Helsing è un anziano scienziato europeo che segue meticolosamente e caparbimente le traccie del malefico Lord Transilvano cacciandolo fino allo stremo costringendolo,nel fatidico scontro finale.Nello sfarzoso "party monster" Van Helsing' il regista Stephen Sommers opta (saggiamente?)di cambiare il personaggio principale,il baluardo della luce : lo ribattezza Gabriel Van Helsing,( forse il figlio ?) gli conferisce la giovanile prestanza di Hugh Jackman,lo trasforma da mite e occhialuto scienziato lungimirante a ignorante illetterato e ne fa una sorta di bounty killer in zimarra-palandrana di cuoio e cappellaccio alla Indiana Jones. Al servizio del Vaticano, definito l'ultima speranza contro il male, il pistolero fin troppo umano è adibito alla caccia dei mostri. In questo contraddittorio rapporto fra fedeltà alla tradizione e pulsioni postmoderne sta la chiave di un film stucchevole e frastornante che si potrebbe definire una sovrastruttura pomposa e fracassona,un comic movie di nefanda architettura stilistica e narrativa.... --------------------------------------------------------------------------------------------------- THE STORY... Inizio in bianco e nero, puro stile classico della Hammer Production, con tanto di Dracula (Richard Roxburgh / Moulin Rouge), il Dr. Frankenstein, il suo mostro e l'immancabile Igor. Dopo il prologo in bianco e nero che vorrebbe ricordare il "Frankenstein" di Whale ma sembra quasi una copia sbiadita del "Frankenstein Junior" di Mel Brooks,quindi è la volta di Van Helsing (Hugh "Wolverine" Jackman), a colori, che si presenta subito dando la caccia niente popò di meno che a Mr. Hide,fronteggiandolo pindaricamente ed empiricamente sulla bellissima notturna Notredame (fracassandone peraltro il rosone centrale del 13° secolo).... E già in queste sporadiche sequenze si afferra completamente la natura della pellicola,omaggio demenziale alla computer graphic e della irrealtà fisica. Pura estasi visionaria.... Sommers,prosegue la "narrazione" utilizzando le più stereotipate lussureggianti "cazzate" che il cinema ha partorito negli ultimi 50 anni : fecendo ampio uso delle cosidette "fasi preperatorie dell'eroe" di assoluto spessore inesistente,banali,piatte,scontate,grossolane,ovvero (1)"il ritorno al quartier generale" (Il Vaticano)(2)l'immancabile "lavata di testa" da parte di un priore di San Pietro (per via della vetrata della cattedrale di NOTREDAME...) (3)"La chiamata" a compiere una nuova pericolosissima missione che si dipanerà attraverso le malelande rumene,per giungere in soccorso di una principessa zingara Anna Valerious fiera avversaria da generazioni del malefico Conte e della sua fetida stirpe,(4)la "presentazione del personaggio parodistico e "ironico" seppur animato da nobili intenti, (un ibrido svogliato tra Mr.Q,l'armiere di 007 e Adso,monaco postulante del capolavoro di Annaud,il Nome della Rosa),e infine ma ciò non di meno importante,l' immancabile "vestizione dell'eroe" con arsenali e gingilli vari SEMPRE utili alla situazione e mai utilizzati a sproposito,balestre,aglio crocefissi,acqua santa e l'indispensabile oggetto "l'ho creato ma non ho idea di come ti possa servire alla causa"...insomma un melting pot strombazzante,confusionario e fuorviante....adorabilmente ingenuo e sciocco. L'infantile bambocciata di Sommers,(ormai consumato dalla totale frenesia action) prosegue con genuine location cartapestose,le citazioni dal tenebroso villaggio espressionista della Transilvania,ruba furbescamente le inquadrature alla cult movie di Raimi "ARMY OF DARKNESS",(i villici rumeni che timidamente si avvicinano a Van Helsing cercando di catturarlo-fino al palese plagio : Anna Valerious troneggia sul bordo del pozzo simil-Raimi e blocca la marmaglia prima dell'assalto contro l'eroe) Gli ambienti sontuosi del castello dove stavolta Dracula passeggia su per le pareti come faceva danzando Fred Astaire...Perché il furore onnivoro del regista non resta nei confini del genere, ma succhia avidamente e si nutre da dove gli pare, incluso 'Ombre rosse' da cui copia un assalto alla diligenza. Tranne che qui i nemici non sono gli indiani, ma le spose di Dracula in figura di arpie svolazzanti.E Dracula...? come mai potrebbe essere rappresentato il fulcro delle più solide paure ultraterrene dell'intera popolazione rumena...? è presto detto...: Van Helsing annovera tra i suoi drappeggi consumati e rattoppati,l'interpretazione più pallida e trasparente che la figura del conte abbia mai ricevuto da un "attore"...tanto che sembra a tratti di trovarsi di fronte ad un orrdo incrocio fra R.Taylor R.Zero...spaccone,stupido,cialtrone,senza il minimo fascino e la minima carica sessuale,un pupazzone isterico che volteggia,annaspa in dialoghi di nobiltà arlecchinesca e over-acting...una burla vivente,un misero pagliaccio e degno conducente di questo circo di senilità giovanile.Non soffermiamoci oltre su questi aspetti della pellicola poichè le citazioni si sprecano...da Gremlins a 007 da Star Wars a Alien...incredibile accettarlo ma è proprio così... [G]Insomma,inutile dilungarsi oltre VAN HELSING è l'entertainment pensato, nato e (tra un po') sepolto per far divertire un pubblico di tutte le età,forse dopotutto l'unico grande maldestro difetto della tenera creatura demente di Sommers è quella di presentarla ad un pubblico di mastini inferociti già succubi e dipendenti da cazzate di inumane proporzioni...ma ancora vagamente intelligenti da saper distinguere cosa sia eccessivo o no...[/G] Io ho amato questa pellicola e sono certo che ED WoOd da lassù in alto sia perfettamente d'accordo con me.


Alexander Bava