+Psicodromo+ file 006 : Jeepers Creepers 2

Jeepers Creepers 2 - Il Canto del Diavolo
Regia:Victor Salva
"E' un tardo e assolato pomeriggio di fine estate nelle vaste campagne della contea di Poho in America,gli ultimi ballerini raggi di sole scompaiono all'orizzonte e un aurorale tramonto inonda i campi di granoturco affrescando con tinte paglierine e colorata armoniosità tutte le gialle valli ove spunta dritto e rigoglioso il biondo cereale. Il giovane Billy è indaffarato a svolgere un compito assegnatogli dal padre : riempire di paglia e fieno secco le immote sentinelle che presiedono le proprietà dei Taggart dagli assalti dei volatili...all'improvviso Billy scorge con la coda dell'occhio qualcosa di "sbagliato" a poca distanza da lui,pare che un fantoccio di fieno....si sia mosso e...abbia volto al testa verso la sua direzione,prontamente il ragazzino invece di tornare frettolosamente sui suoi passi,decide di investigare sull'accadimento quantomeno bizzarro e un poco inusuale che gli è parso di scorgere a poca distanza....sarà l'ultima scelta sbagliata del povero Billy.... Il padre e il fratello,vengono investiti dalle urla disperate di lamento e orrore del piccolo Taggart,imbracciato prontamente il fucile a canne mozze,padre e fratello si gettaranno a capofitto all'inseguimento della stridula voce del bambino coaiduvati dall''immancabile fedele quadrupede,ma è troppo tardi : Taggart Senior si vedrà letteralmente portare via il figlio davanti ai suoi occhi,esterefatti e bagnati da vivide lacrime di paura...( tutti coloro hanno assisstito alle imprese del "Creeper" nel primo episodio della serie...sanno bene gli "usi" e "costumi" dell'essere...) Nel frattempo,un gruppo di giovani giocatori di una squadra di pallacanestro di un imprecisato college americano,insieme (naturalmente) a un fornito entourage di ragazze cheerleader e agli immancabili allenatori perennamente alterati,di ritorno da una partita di campionato,si trovano nei guai sulla sventurata East 9 Highway,una strada statale che attraversa proprio la contea di Poho...sembra che qualcosa abbia forato un copertone del pullman,ovviato all'incidente grazie alla pragmaticità dell'autista,la cosa si ripete nuovamente e stavolta la situazione si fa più critica al calare del fulgido sole.Scende immancabile il tramonto che ricopre le vallate e i campi ed i ragazzi si rendono presto conto di essere vittime predestinate ad un orrido sacrificio inumano che sarà perpetrato durante tutta l'interminabile notte fino allo spuntare della rincuorante alba.Isolati dal mondo,su una strada deserta,senza luci e senza armi,dovranno unirsi e lottare con tutte le loro forze per impedire di essere divorati da qualcosa che li ha scelti come pasto serale,ma ciò che essi ignorano è che l'essere che li minaccia,ha già scelto le sue prede per il suo frugale banchetto annuale...sarà un lotta serrata all'insegna dell'autoconservazione della catena alimentare... ++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++ Seconda puntata di Jeepers Creepers che inaspettatamente si presenta molto più complessa e articolata della prima,distanziandosi notevolmente come intreccio narrativo e come realizzazione tecnica rispetto al primo capitolo,pur restando carente nella atmosfera d'orrore e in quel indistinguibile e indefinibile feeling "nero" che caratterizzava la prima creatura di Salva. Il primo Jeepers Creepers infatti un horror classico nell'eccezione del termine,caratterizzato da una atmosfera e da una suspense portata ai massimi livelli,un vibrante esempio di terrore.La prima parte della pellicola è poi un qualcosa di assolutamente sensazionale e travolgente : un incipit narrativo angosciante,ambientato in uno scenario da "classico dell'orrore" con numerosi stereotipi del genere ma utilizzati con maestria in modo da arricchire notevolmente la narrazione che scorre regalando brividi e ottime scene chilling. Insomma sostanzialmente un ottimo horror-film,come non se ne vedevano da molto tempo,agghiacciante per certi versi,strano e inusuale e assolutamente amaro...: la perversa casa della creatura,le cupe atmosfere notturne,gli inseguimenti col "furgone della morte" e tutti gli altri particolari che infittivano quell'alone di mistero cupo e ossessivo intorno a quell'essere di cui non conoscevamo nemmeno le sembianze ma di cui si intuivano le mostruose abitudini alimantari,hanno contribuito a gettare le basi per un "nuovo filione" revival e un poco vintage,per un genere che tende atrofizzarsi se non riceve linfa vitale. Lecito dunque aspettarsi un sequel deludente e incoerente vista l'inappetenza di Hollywood a realizzare i famigerati numeri due,invece sorprende constatare che almeno questo secondo episodio è godibile anzi almeno si può fregaire della coerenza... Ritorna sul grande schermo l'orrorifico mostro volante ibrido tra un vampiro e un alieno che a sorpresa di produttori e critica sbancò letteralmente i botteghini americani più di due anni fa. Arrivato in Italia con molti mesi di ritardo, questo Jeepers Creepers 2 si affida allo stesso cast tecnico del primo episodio e ancora una volta alla produzione (in questo caso più facoltosa) dell'America Zoetrope di Francis Ford Coppola. Se, difatti, nel primo film Victor Salva si confrontava con un low-budget che in un certo modo aiutò parecchio il film ad affidarsi a soluzioni interessanti come un'immaginario visivo molto anni '80 (basti citare che il precedente capitolo iniziava in maniere deliziosamente pionieristica con una indubbia citazione del capolavoro di Steven Spielberg: The Duel) , Jeepres Creepers era un reprise vivente del motto orrorifico anni 80 - ragazzi inseguiti da mostro cannibale + finale. Per dover di cronaca "l'intensità" e "l'atmosfera horror" insieme all'arte dell'arrangiarsi, rendevano mitici film al limite della fruibilità,Hammer e Universal ne sono un variegato esempio e Jeepers Creeper ne è un solido esempio di stereotipata eredità. Questo nuovo progetto di Salva è supportato da una maggiore disponibilità economica e un incentrarsi maggiore di effetti speciali e azione a discapito lievemente della matrice orrorifica e dell'atmosfera,flusso vitale della corrente horror. Tutta la pellicola risente e non poco del genuino terrore che si respirava nel primo capitolo,ciò va a discapito dell'intensità horror più pura e genuina che invece il primo capitolo elargiva con classe e stile e alcune trovate davvero geniali. Cavalcando la moda del sempreverde genere horror ora fregiadosi del titolo di "fruizione trasversale", questo secondo episodio qualitativamente si attesta comunque sul livello del precedente. Siamo di fronte ad un medio, onesto film horror senza pretese o che accampa diritti di originalità sopratutto tenta (riuscendoci in pieno) a staccarsi dalla pericolosa corrente "riabilitativa" di genere,non accodandosi alla moderna deriva psicologistica post-Sesto Senso,The Others e affini... dall'altra sapientemente Salva preferisce non calcare la mano sugli effetti più generosamente granguinoleschi facendo risultare la pellicola appetibile anche alle anime più sensibili.Nel complesso Jeepers Creepers 2 non risulta certo un capolavoro ma tuttavia,resta una pellicola marcatamente di genere,altamente godibile. Salva mostra di saper padroneggiare e amare il genere, evitando così di configurarsi come il tipico moderno regista horror-shooters, secondo un'acuta definizione di John Carpenter. Detto questo, è innegabile che egli non dedichi alcuna energia alla possibilità di rinnovamento stilistico e tematico alla sua seconda cratura, preferendo lavorare sui più abusati cliché del genere. A far fronte ad una certa piattezza contenutistica e alla convenzionalità più assoluta, c'è comunque una rinnovata centralità della figura del mostro,che anche in questo episodio si appresta a perpetrare le sue cruente scorribande notturne (ogni 23 anni) apprestandosi a un frettoloso e bagordo banchetto a base di carne umana. Riguardo alla centralità della creatura : anche in questo sequel,non si configura certo in termini narrativi cosa sia il "Creeper",da dove venga,cosa realmente sia,se ve ne siano altri esemplari e via dicendo,la reale intenzione di Salva è circondare volutamente il mostro predatore con un aura di mistero e ignoto che avvolge lo spettatore e lo rapisce incitandolo alle più fantasiose interpretazioni percettive. Unica rotta cha Victor Salva ci fornisce per "la carta di identità" della sua orrida creatura è che è un predatore vorace,ingordo,molto intelligente,crudele,sadico e forse è vomitato dagli inferi stessi visto che dispone di antichi artefatti malvagi costruiti dal male,per il male. Il pregievole tentativo del regista è dirigere una pellicola più corale e con un plot basato maggiormente sulle dinamiche caratteriali e psicologiche di un gruppo di ragazzi intrappolati e senza via di scampo,minacciati da un qualcosa di estremamente crudele malvagio e antico,deciso a uccidere e divorare sistematicamente uno di loro che resta purtuttavia un incognita durante tutta la visione. Per diretta ispirazione Salva ha esplorato questa nuova possibilità, due pellicole di Hitchcock, Gli uccelli e I prigionieri dell'oceano sono alla base del dramma giovanile-orrorifico che affrontano i ragazzi naturalmente diluito rispetto agli esempi succitati. Salva ha sfruttato il suo talento naturale per la caratterizzazione, includendo la spavalderia un poco stereotipata tipica degli atleti di un college e l'intensità delle rivalità adolescenziali, oltre all'imprevedibilità dei giovani di fronte a una situazione di crisi.Ha dato alla Creatura una più marcata impronta di malvagità, grazie a una scelta attenta e semplice ma di forte impatto (diversamente dal primo film, la Creatura rivela ai giovani terrorizzati chi preferisce tra loro.) La tensione esplode e i ragazzi si rivoltano l'uno contro l'altro nel disperato tentativo di sfuggire alla Creatura o di servirle il banchetto più appetibile e meno faticoso. Il regista si industria anche a creare una credibile figura antagonista al mostro divoratore, ben delineata e che si presta in maniera ottimale all'incipit narrativo : un padre (Ray Wise),distrutto dal dolore per la perdita del figlio,si impone un solo scopo,come un moderno e novello capitano Achab di mettersi alla caccia della sua particolasrissima "balena bianca",sua unica ragione di vita e...di morte. In definitiva Jeepers Creeper 2 Il Canto del Diavolo è una pellicola senza infamia e senza lode,un buon canovaccio dell'orrore,un sequel dignitoso anche se tratti si intuisce che l'ispirazione manca e che meccanicamente ci si avvia alla fatidica resa dei conti finale... Resta anche un ulteriore nota positiva : alla fine Salva ci riconquista nuovamente non congedando del tutto la sua creatura... Ne consiglio la visione solo ai masochisti del genere... o alle creature notturne. +Creeper Yorga+

+Psicodromo+ file 005 : Grizzly Man

Grizzly Man
Regia : Werner Herzog.
Genere : Documentario, colore,103 minuti.
Produzione USA 2005
"La natura è davvero stupida, oscena e sbagliata" ?
Questa è la conclusione cui si arriva di fronte alla toccante riflessione per immagini del leggendario regista tedesco, lacerante docu-dramma che ripercorre le tredici estati (dal 1990 al 2003) trascorse in Alaska dall'americano Timothy Treadwell, attivista/ecologista/fanatico, animato dall'ossessione di proteggere dai bracconieri una comunità di orsi grizzly (come se una bestia di oltre 3 metri avesse urgenza di essere protetta...) Alternando estratti da quel "film di estasi umana e di cupo tumulto interiore" (come l'ha definito il regista) realizzato da Treadwell stesso, suggestive riprese naturalistiche e interviste realizzate a parenti e amici di Tim dallo stesso Herzog, la pellicola va a costruire una drammatica parabola esistenziale sull'utopico sogno dell'Uomo di poter dominare, proteggere e comunicare con una Natura atavicamente spietata e violenta. Riecheggiando quella di tanti travagliati eroi solitari del cinema di Herzog, la storia di Tim si conclude infatti tragicamente (viene resa nota già dai primi minuti di proiezione) con il brutale attacco da parte di un grizzly all'uomo e alla fidanzata Amie Huguenard, quell'estate al suo fianco. L'orribile attacco registrato dal microfono della videocamera di Tim, testimone esclusivamente sonora di una tragedia annunciata. E dolorosamente ripercorsa nel film da Herzog che, mettendosi in campo in prima persona, in maniera toccante e assulutamente discreta fa sua – ma fortunatamente non nostra - questa straziante e privata tragedia sonora in una sequenza della pellicola. Il regista tedesco ribadisce così ancora una volta, la sua pessimistica visione del mondo della natura, restituendoci allo stesso tempo tutta l'innocenza e la spontaneità di uno spirito umano ingenuo e vitale. Ultimo amico della natura, oltre ogni limite. Il film è toccante e al tempo stesso tragicamente crudo e realista, assistiamo inermi alla vicenda di Treadwell, come se in effetti stessimo assistendo ad un film - vero e proprio - lo scopo di Herzog però, è mostrarci quanto sia cattiva e ingrata la natura...oltre che bellissima.
A ben vedere, tuttavia, la vera forza di Grizzly Man non sta in questo; né nella potenza evocativa delle immagini, né nel magistrale impatto drammatico delle interviste. Sta invece nella capacità di Herzog di procedere costantemente sulla linea di confine tra realtà e finzione, elaborando, con un film che solo apparentemente, parafrasando un saggio di Roland Barthes, è fermo al “grado zero della visione”, un’attenta e acuta analisi sulle dinamiche che regolano la sovrapposizione dei piani narrativi e l’estetica della rappresentazione filmica. Solo in apparenza un passo indietro rispetto al celebrato “mockumentary” (documentario in cui si mescolano realtà e finzione), ma a ben vedere un passo avanti, perché in grado di cogliere l’essenza del problema: la verità della materia mostrata.

(W)hat (Y)ou (W)ant ?

E' un gioco al massacro questo, l'avevo capito.
Quello che non mi aspettavo era invece ben altro.
Cosa cazzo vuoi ?
Cosa cazzo vuoi da me ?
Devo dirti che sono felice ? Non lo sono.
Devo dirti che tutto questo schifo mi piace ?
Non posso, mentirei a me stesso, e non solo.
Devo dirti che possiamo andare avanti così ?
Forse è possibile dopotutto una nave prima di affondare ci impiega giorni o ore...ma quello che è CERTO è che prima o poi affonda, si inabissa inevitabilmente nelle profondità marine, trova un pertugio in un crepaccio e lì arrugginisce in pace, magari diventando una tana subaquea per centinaia di pesci.
Forse, nel corso degli anni una qualche equipe di Treasure Hunters (Cacciatori di Tesori Sottomarini) si inbatterà nella carcassa rugginosa del relitto ed esplorandolo rinverrà chissà quali meraviglie, celate finora sotto strati di mucillagine e muffa...
Il punto è che, in fin dei conti l'oceano è troppo vasto e sconfinato per sperare in una simile fortuna...Ci sono realmente possibilità che accada una cosa simile ?
No, penso che il relitto resterà a lungo nei recessi marini, diventando una roccia di ferro e calcare.
Sono stressato ed incattivito ed ho una gran voglia di farla pagare e chi si mette sulla mia strada.