(C)hristmas (F)eelings -Ho Ho Ho

Mano a mano che il Natale si avvicina si fanno più chiare e definite le mie percezioni e sensazioni riguardo questa festività. Per essere precisi mi evocano :

Non capisco coma mai il Natale piaccia a tutti, io lo trovo abbastanza terrificante. Secondo solo in fatto di angoscia alla festa di Santa Lucia e relativa storia che mi raccontavano da bambino.Qualcuno pensava fosse divertente raccontare la storia di questa santa a cui strappavano gli occhi (roba da incubi infantili), e che andava nelle camerette dei bambini senza occhi a portare doni. Me la immaginavo più o meno così:
Ci dicevano che se la sentivamo dovevamo fare finta di nulla e non guardarla mai in viso (e chi lo vorrebbe!!) perchè essendo senza bulbi oculari si vergognava e ci avrebbe tirato della sabbia negli occhi... MMostruoso, sembra la trama di un horror di serie B (Darkness Fallsper la precisione...). Il cattolicesimo, con le sue storie, ha l'innata capacità di instillare terrore e superstizione negli animi ne sanno qualcosa laggiù a Salem. Speriamo di lasciarcelo alle spalle in fretta questo Natale. E di non subire danni! Sovvertiamo lo spirito delle festività con attività ed atteggiamente anti-natalizi! Basta subire passivamente, distruggiamo il Natale, prendiamoci la nostra rivincita. Comportiamoci in maniera sconveniente ed antinatalizia, abbasso il falso buonismo pret-a-porter, diventiamo bastardi a Natale!
Di fronte a tanta pochezza e mediocrità imperante forse un po' di isolamento autoimposto è l'unica cosa sensata. E magari mi fa anche bene, ho ricominciato a riconoscere la persona davanti a me nello specchio, e sebbene non mi piaccia ancora particolarmente iniziamo ad andare un po' più d'accordo.
Darei qualsiasi cosa per poter cancellare il prossimo Natale in arrivo, con tutte le festività che si porta dietro. Vorrei essere già a gennaio, ma soprattutto vorrei non essere costretto a passare tutto questo atroce periodo da solo. Come uno spettro che si aggira per una casa infestata, senza pace. Con un po' di fortuna impazziro forse...o almeno spero.
Riceverò in regalo una bottiglia di assenzio, marca Versinthe, prodotto in Francia questo fottuto Natalino ? Mah...lo scopo ? chiaramente cadere nell'oblio.

Alexander "Malv-asia"


+Psicodromo+ file 002 : Vampire Hunter D Bloodlust



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Preludium :
A Gothic Tale.

Dal diario di Daniel Wilson

Anno 2188 II°Era Dell'uomo
"All'orizzonte si spengono le ultime luci del morente giorno, sottili ombre gia' scivolano , invisibili, tra le pieghe dell'incombente crepuscolo, ed il velo d'una tetra oscurita' viene a coprire l'orrore di ferite infinitamente profonde, che questa mia povera terra lacerano e consumano, maligno cancro d'una maledizione troppo antica e terribile perche' mente umana possa mai comprenderla o rimembrarla.
E' una nuova notte,ragnatela di grida perdute nei cunicoli dell'impotenza della mia povera razza, ed il consapevole avvicinarsi dell'estinzione del genere umano, mi ha posto nell'assurda condizione di divenire, seppur a malincuore , scrivano, nell'inutile e folle intento di compilare codesto diario ...davvero sciocco e' l'uomo se, anche in questi tristi momenti, trova la forza per gettare aldila' di questo gigantesco muro di sangue, la sua ultima speranza, ben sapendo che, in ogni caso, si perdera' nell'abisso d'un profondo vuoto, lo spaventoso vuoto lasciato dalle innumerevoli anime che avrebbero potuto essere,e non sono piu'.
Ma , seppur tenue, il desiderio che gli stessi errori da noi commessi non vengano ripetuti dalle nuove generazioni, che gli uomini del domani, gettato lo sguardo all'orrore che li precedette, s'avvedano del pericolo che ancora, maligno, insidia i loro spiriti, con forza sorregge questo mio tormentato cuore....,mio è il compito di tramandare l'osceno volto del tremendo Male che incessantemente assedia la mia gente e, in ogni pagana notte, come bestie, ci stermina....
Quello che mi accingo a narrare a te, lettore è la triste storia del nostro nuovo mondo, sul quale si è abbatutta e si annida più di una greve e oscura minaccia.In questa tormentata era, dove le antiche e polverose vestigia del passato si fondono con le fredde tecnologie del futuro, dove viscide creature infernali strisciano dilaniate dalla bramosia di carne fresca, dove temibili spettri e orridi mutanti discendono tra la nostra gente per compire, una volta ancora, quest'infernale banchetto.
Nell' Eone Futuro-Remoto-Passato 1999 il nostro mondo fu sconvolto e devastato da una guerra nucleare, invero la mia memoria non mi concede di illuminarvi su chi l'abbia scatenata e quali gravi motivi l'abbiano indotta, ciò che invece ricordo bene è che il tremendo conflitto mondiale costrinse i pochi uomini superstiti a vivere nel sottosuolo come topi per decine di anni.
Quando, infine, potemmo tornare a calcare la superficie contaminata e devasatata del nostro martoriato pianeta, e proliferare nuovamente sulla Terra con la ferma intenzione di ricosturie una nuova grande civiltà,i nostri fragili sogni s'infransero impietosamente su quella che ,ora,non era piu' la dolce e bramata terra che,cosi' a lungo,aveva riempito le nostre menti nell'interminabile esilio,ma un luogo d'indicibile sofferenza ,golgota putrescente ed infetto,oscuro regno d'orride creature,demoniaci,deformi mutanti affamati di carne e sangue umano.
Per Centinaia di anni tentammo infuttuosamente di difenderci da queste orride bestie,scaturite dalle fiamme dell'inferno stesso ma invano poichè eravamo in deboli e numericamente in scarso numero.
Ripiombati in un nuovo buio medioevo-tecnologico,l'uomo era degenerato ancora una volta,si era imbarbarito e indignitosamente inselvaggito.
Dal profondo etere giuse allora una nuova stirpe di esseri che prese il sopravvento su noi poveri plebei umani, si fregiavano con il magniloquente titolo di " Nobili " anche se vi era ben poco di nobile nelle loro mire verso la nostra razza...
Costoro,la cosidetta "aristocrazia" altri non erano che immonde leggende scaturite fino ad allora,dalle nostre tradizioni antropologiche...Vampiri
I Vampiri sottomisero la mia gente,e presero con la forza i nostri dominii,definendosi nuovi signori e padroni della terra,per oltre 7000 anni,questi demoni dal volto umano,regnarono imperterriti sulla razza dell'uomo,con pugno di ferro e senza mai concedere nulla...a parte elargire una miserevole morte.
Costruirono cupe città immense,più simili a castelli che a centri urbani,dalle guglie spettrali e fatiscenti che,minacciose,infrangevano il cielo e da granitici enormi torrioni la "stirpe nobile" ci dominava dalla "Capitale",un immensa città fortezza all'epicentro del loro reame di tenebra,un empia costruzione che come un orrida apparizione era in grado di far vacillare anche l'animo più schietto che aveva l'ardire di fronteggiarla.
Da questa roccaforte di sangue,la loro immonda razza regolava persino il clima che ci circondava...servendosi di una tecnologia avanzatissima,questi orridi mostri riuscirono anche a oscurare il globo solare...
L'orgoglio dell'uomo aveva subito l'ennesima ignomia...non poteamo tollerare oltre la loro sudicia presenza....le loro scorribande notturne,i loro rapimenti di giovani donne,le loro malvagie perfidie,la misura era colma e presto la vendetta più bieca accecò i nostri animi...ci fu una grande ribellione,tutta la razza umana vi prese parte,e scoppiò un tremendo nuovo conflitto fra la nostra gente e quegli orridi esseri...
Ebbimo la meglio e riuscimmo non senza aver pagato un enorme tributo in vite a ricacciarli dalle malelande dalle quali erano sorti,riuscimmo a confinare i restanti vampiri sopravissuti nelle "Terre selvaggie",zone desertiche sconfinate,già dimora dei mutanti,che ben si prestavano all'esilio.
Nacquero classi di cacciatori e mercenari che potessero vegliare sulla nostra gente,e scongiurare un possibile ritorno della "nobiltà"...

La casta più nota di questi uomini è quella dei "Vampire Hunters"...
E l'uomo più temibile di questo ordine mercenario è "D"...
Ma "D" non è della nostra razza...."

Dan
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Vampire Hunter D Blood Lust (2000)
Japan
Director/Screenplay by Yoshiaki Kawajiri
Based on the Comic Book by Hideyuki Kikuchi (Asahi Sonorama)
Producers - Masao Maruyama Taha Nagasawa & Mata Yamamoto
Photography - Hitoshi Yamaguchi
Music - Marco D’Ambrosio
Animation - Madhouse
Animation Directors - Hisashi Abe, Hiroshi Hamazaki & Yutaka Minowa,
Mechanical Animation Director - Moritumi Naha
Art Direction - Yuji Ikehata.
Production Company - Filmlink International/BMG Funhouse Inc/Vampire Hunter D Production Committee.

Cast and Crew eng. version :
+Andrew Philpot (D),
+Pamela Segall (Leila),
+John Rafter Lee (Meier Link),
+Wendee Lee (Charlotte Elbourne),
+Matt McKenzie (Borgoff Marcus),
+Alex Fernandez (Kyle Marcus),
+Jack Fletcher (Grove Marcus),
+Michael McShane (Left Hand),
+Julia Fletcher (Countess Carmilla),
+John Di Maggio (Alan Albourne)

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Prima di perderci nei delicati drappeggi velati di questo capolavoro dell'animazione nipponica,è quantomeno doveroso tracciarne i confini...:

Le Chantau Des Vampires...
Cronologicamente la saga di Vampire Hunter D ebbe un crepuscolare principio nell'ormai lontano 1983 quando l'autore Hideyuki Kikuchi vergò con indicibile raffinatezza il primo romanzo con protagonista un misterioso e affascinante androgino cacciatore di vampiri.
A Yoshitaka Amano,sommo maestro dell' illustrazione giapponese,fu data generosamente la preziosa possibilità di partorire sia visivamente che graficamente,l'opera narrativa post-vittoriana di Kikuchi : in un macrocosmo Tecno-post-apocalittico inafferrabile eppure incredibilmente efficace,che ottimamente si prestava ad una rivisitazione di sorta,il prolifico scrittore oltre che rafforzare il proprio successo editoriale con il genio figurativo raffinato di Y.Amano (scrisse più di 12 romanzi divisi in 19 volumi che ebbero un successo clamoroso in Giappone ),diede involontariamente i natali ad un opera omnia dell'animazione nipponica e nondimeno ad una cupo e meraviglioso romanzo d'animazione dalle squisite e lussureggianti,tinte gotiche.Pubblicato per la prima volta nel 1983 dalla Sonorama Bunko, Vampire Hunter D ha prolificato sul mercato editoriale nipponico in modo impressionante: il solo primo romanzo è ormai giunto alla venticinquesima ristampa.(naturalmente l'intero ciclo di Kikuchi è inedito in Italia).Hideyuki Kikuchi, nel comporre i suoi scritti,riuscì ad amalgamare in un delizioso e stuzzicante universo narrativo,le proprie passioni per i vecchi film
Horror e Sci-Fi,continuando la propria opera di rivisitazione,e ri-ideazione di speculari dimensoni nipponiche dell'immaginifico collettivo intrapresa precedentamente,ri-assemblando e ri-donando nuova vita,a scenari apparentemente "logorati" e oltremodo retrò.
Ecco che allora dalla sua ampollosa penna,nascono,"Noir-Ero-Demoniaci" ("Wicked City" ),inquietanti "Sci-Fi Post Apocalittici" ("The Name of the Wind is Amnesia") e geniali rivisitazioni "Western-Tecno-Goth" (Vampire Hunter D) rivisitazione geniale e sostanzialmente parziale di un universo "sterile" e "datato" come quello vampiro.
Come si può leggere attraverso i suoi romanzi da cui sono state tratti fortunati OAV come: "Midnight Goku" "Cyber City Oedo" e i già citati "The Name of the Wind is Amnesia", "Wicked City",e naturalmente "Vampire Hunter D",Kikuchi riesce perfettamente a cimentarsi nella creazione di una alchimia narrativa originalissima e di sicuro impatto,riuscendo ad interpolare e inventare personaggi plausibili in diversi mondi in cui il bizzarro è la regola più che l'eccezione.
Immancabilmente,come spesso accade nel 1985 venne generata da neri postumi il primo adattamento anime delle epiche gesta del bounty-vampire-hunter D.
La trasposizione animata (OAV) basata sul primo romanzo,intitolato Vampire Hunter D (Kyuketsuki Hunter D) fu diretta da Toyoo Ashida,regista celebre nella nostra madrepatria per il serial Tv "Hokuto no ken" (1984).
Il character design di questa squisita goth-fairy-tale fu volutamente di molto semplificato per ottimizzare le animazioni e concentrarsi maggiormente sull'incipit narrativo,ma il risultato finale fu lo stesso eccellente per gli standard qualitativi di quegli anni ruggenti. L'opera animata,raggiunse perfino anche la schizzinosa america grazie alla Stream-Line Pictures e anche lì il successo fu stupefacente e sorprendente per questa suggestiva pellicola anime con un iter apparentemente disilluso ma che in realtà regala oniriche note di "eteròclicità tetro apocalittica".
I frammenti rappresentativi del citato anime sono infatti disegni che vagamente possono ad un occhio "esperto" ricordare sporadicamente la famosa e stra-cult serie TV (Yookai Ningen Bem) Daichi Doga 1968,anche se la matrice sinottica non è propriamente la stessa.

Vampire Hunter D : BloodLust è basato sul terzo volume della serie di romanzi di Kikuchi Hideyuki...+
Primo attore di questo cupo teatro di estasi visionaria è "D",un Dunpeal (Dhampir)
(frutto dell'unione carnale fra una donna mortale e un nobile delle tenebre ) D è una triste e taciturna ombra che costantemente sfida la luna,un malinconico e pallido reietto,uno scomodo ibrido disconosciuto dalla razza umana e parimenti odiato dall'algida aristocrazia della notte.
Di nobile statura e glaciale pallida beltà,rivestito da un cyber-wear-color etere,fiero cavaliere di una quantomeno bizzarra e "weird" cavalcatura-destriero,(una sorta di bio-cavallo meccanico),armato con una oltremodo lunga e sottile lama ricurva come arma mortale,D è un misterioso "Bounty Vampire Hunter", Cacciatore di Vampiri dal passato avvolto nel mistero e nella leggenda (Vedasi nella fattispecie l'iniziale-suono dentale che compone il suo prestigioso nome che rimembra forse la gloria del padre),con uno spirito-parassita imprigionato nella sua mano sinistra che funge all'occasione da consigliere e da voce interiore del nostro taciturno eroe, nonché da spalla che non può mancare ad ogni cavaliere errante degno ti tale appellativo,D è "l'ago della bilancia" dell'universo di Kikuchi,sul suo nobile aspetto si infrangono gli spiriti del passato che lo tormentano incessantemente e che gli impediscono di alenare alla felicità,essendo consapevole della propria diversità razziale : nè completamente umano,nè completamente vampiro.
Le sue epiche gesta si ambientano in un surreale mondo post-nucleare, dove l’assetto geopolitico del pianeta è completamente stravolto,dando vita a un nuovo cyber-medio evo. In questo scenario gli uomini e le creature della notte combattono la loro battaglia,imbracciando in una deliziosa epoca "Tecno-Macbeth"
armi medioevali e fucili laser,in una omogenea discrepanza temporale che è punto focale del macrocosmo narrativo di Kikuchi.
L'ultima produzione degli studi Madhouse,riprende (ma non ne è diretto seguito) i temi del precedente anime Vampire Hunter D....
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The story si far....
"Gli Elbourne, benestante famiglia in questa surreale ambientazione già ampiamente descritta,definibile sinteticamente fra il western,il vittoriano,e il cyber punk,assoldano al loro servizio una banda di famigerati cacciatori di taglie per poter ritrovare la loro dolce figlia Charlotte,rapita dall'aristocratico vampiro Meier Link.
Per prendere il nobile succhiasangue,gli Elbourne assoldano un fornito gruppo di uccisori di vampiri (i Markus Brothers).Ma non contenti della marmaglia già organizzata e scatenata contro Meier,la ricca famiglia mette sulle tracce del vampiro aduttore,anche "D", un misterioso e fortemente temuto "Dumpeal", cioè un ibrido nato da un umano e da un vampiro...
D si mette alla ricerca della giovane pulzella ma ben presto si rende conto i Markus Brothers,spinti dalla volontà di prevalere e raggiungere per primi l'aristocratico Meier e liberare Charlotte, finiranno per ostacolarlo...oltre a ciò Meier Link scaglierà contro D e i Markus Brothers un forinto gruppo di demoni "i Barbaroios"..." D però sarà aiutato da Leila,la più giovane caccatrice del clan Marus che....
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Il Maestro Yoshiaki Kawajiri si dimostra, con questo anime, uno tra i registi più geniali del panorama attuale giapponese.In un caledoscopio di transcolorazioni visive Kawajiri "pionieristicamente" passa in rassegna oltre cent’anni di fenomenologia orrorifica e scenari cinematografici,passando per un sincretismo visivo vivo e intenso e circondando lo spettatore con un incipit narrativo che risulta essere,un meraviglioso affresco gotico e un sogno infinito di magnificenza post-vittoriana.Già director di successo di Wicked City (la città delle Bestie incantarici) e Ninja Scroll, capolavori assoluti dell'animazione nipponica "New-Wave",(che fortunatamente hanno toccato la nostra madrepatria),Kawajiri torna a dirigere (e lo fà magistralmente) una pellicola davvero ostica e complicata,cui forse,solo lo stile narrativo di Kikuchi (realmente d'ostacolo per un director) avrebbe potuto rendere merito,non solo per ciò che concerne lo stile narrativo ma anche e sopratutto per quello che riguarda il comparto visivo di questa sfarzoso "melò vampirico"....
Il prototipo narrativo non è troppo dissimile da una gothic-novella "Hammeriana" (inoltre il Dracula di Fisher sembra rappresentasse l'impalcatura strutturale originale dello scrittore al quale faceva fede),eppure il talento,la genialità,e il non trascurabile fatto di appartenere ad una casta di geni assoluti dell'animazione nipponica (Otomo,Taro,Oshii) hanno indubbiamente influito sull' opera finale di Kawajiri,iscrivendola,non solo per lo stile narrativo adottato,su un meccanismo logico sceneggiativo-narrativo (come ho già scritto) puro.
Sull’animazione si delinea perfettamente l’impronta stilistica di Kawajiri,diretto "discendente" di Taro,Otomo,Miyazaki e sebbene solo in parte,Oshii...Con una tecnica sopraffina, una maniacale cura nei dettagli,con una ricostruzione prestigiosa e indubbiamente ben riuscita delle ambientazioni,e un design cupo e affascinante,il director giapponese,firma un opera anime di raffinata e rara levatura.
Peraltro la fotografia del celebre Hitoshi Yamaguchi esalta un ambiente oscuro di notte e assolatissimo di giorno,in un connubio unico Vampire Hunter D è un contrasto, che suddivide il piano narrativo in due generi distinti, un richiamo allo spaghetti-western di Sergio Leone durante l'assolato giorno ed all’espressionismo tedesco, dalle parti di Murnau,di notte.I disegni sono deliziosamente netti e spigolosi,quasi ricordano le assurde architetture e geometrie di Chung e in alcuni sporadici istanti sembra di trovarsi di fronte a fisicità genuinamente riproposte,sebbene con una maggiore e infinita cura,dell''ottimo omonimo prodotto della casa di produzione (sempre la MADHouse) "Alexander",------(13 episodi onirici e suggestivi per una raffinata e ricercata rivisitazione anime,della epica impresa di Alessandro Magno in una dimensione "Monnalisa Cyber punk" delirante).
In Vampire Hunter D, l''atmosfera è profondamente cupa quanto basta per una avvincente storia dal sapore gotico,una deliziosa "Vampire Love Story" viene intrecciata con abilità da Kawajiri : sentimento,amore,amicizia,lealtà,fiducia,orgolio,base della vicenda è la diversità delle razze e lo stravolgimento del concetto bene-male e nondimeno una malinconica storia d'amore simil-Coppola.
La quantità di ingredienti miscelati in Bloodlust, porta ad un grande anime d'azione e sentimento,
La ricostruzione dei castelli dei nobili succhiasangue decaduti è una preziosissima liturgia di visioni,la trama è avvincente ed emozionante,e pecca soltanto di eccessiva linearità a differenza di opere magniloquenti come "Jubei no Nimpucho" (Ninja Scroll)il regista e sceneggiatore,stavolta opta per uno screen-play maggiormente fruibile e meno indigesto.
Kawajiri si sofferma sull'introspezione dei personaggi che si cimentano in questo cupa novella di amore e morte : tutti i personaggi di Vampire Hunter D sono tormentati da qualche spettro del passato,e da una solitudine presente e infossante. Personificazione di tale solitudine è lo stesso Damphyr,un angelo delle tenebre e uno splendido diavolo della luce,disconosciuto essere maledetto sia dall'odiosa razza umana e sia dall'inflessibile casta notturna per il suo tradimento alla stirpe...unica sua voce interna che assiduamente lo tenta verso il lato più nascosto e malvagio della propria anima è la mano-parassita,unico suo legame con "il lato oscuro".Il film non dimentica mai l’introspezione psicologica dei personaggi,regalandoci personaggi veri e credibili, nonostante la natura antropologica-fantastica di alcuni.Ogni carachter sembra perciò impegnato soprattutto a inseguire un proprio ideale utopistico che gli permetta di sfuggire l’opprimente squallore di una realtà arida fisicamente ed esistenzialmente.
Il produttore è Yamamoto Mataichiro, che ci ha portato il più grande classico del genere shojo,Lady Oscar.Non deve essere un mero caso se la trama di questo film mostra alcune sensibilità tipiche di questo genere di produzioni "al femminile" e per un pubblico femminile.Molti caracther maschili sono stranamente attraenti,e lo stesso "D" ci viene presentato con un particolare aspetto "New Romantic", quasi da ultimo dandy post-atomico sopravvissuto,solitario,triste,nobile nell'aspetto,e intrigante…In questa dimensione onirica,non si sviluppa mai particolarmente l'idea del "male" insito nei personaggi antagonisti principali,preferendo basarsi sull'aura di romanticismo che circonda la figura del vampiro.
Kawajiri si distingue dai suoi colleghi e opta per una soluzione senza continuità di sorta : non ripropone un approfondimento concettuale delle immagini;stile adottato da Oshii vedasi "Ghost in the Shell";e rifuggendo dalla pesantezza figurativa del prototipo di Otomo,il regista realizza un nuovo linguaggio dell'azione "fine a se stessa",percorre e traccia un nuovo sentiero che punta diretto sulla spettacolarità delle scene d'azione e sulla poesia sottocutanea che possono sviscerare,se,una Maestro della sua levatutra si cimenta nel proprorle.
L'estro cretaivo-narrativo di Kawajirii spazia e si nutre in un universo fantasy/western dove agiscono bounty hunters alla "Vampires" e si ritrovano elementi fantascientifici evidenti soprattutto nella concezione di design della roccaforte della Contessa Carmilla (personaggio femminile di delizioso sapore di Le Fanu e ambiguo riferimento alla figura di E.Bathory).Il tono del racconto è multiforme,capace di passare da momenti di grande atmosfera orrorifica,screziati da una poesia malinconicamente "nera", a scene di grande dinamismo, con combattimenti entusiasmanti fra creature leggendarie.
Alcuni "villans" che si opporranno alla prode impersa di D sono superbamente concepiti e saggiamente polimorficamente mutati,alcune ambientazioni sono granitiche e monumentali,ad esempio l'arrivo alla rocca della "Contessa del Sangue" (Carmilla) è un qualcosa di visivamente immenso letteralmente.
A tutto quello che questo film rappresenta,si aggiungono le decadenti,incantevoli,magistrali sinfonie musicali del GRANDE compositore Marco D'Ambrosio,che dimostra definitivamente che nel frastagliato panorama italiano alcuni giovani compositori vengono tenuti d'occhio dal "sol levante".

In definitiva,
Vampire Hunter D Bloodlust è una poetica novella "save and rescue,una profonda immersione cupa e malinconica,un originale matrice di originalissime visioni e una bellissima storia d'amore con un finale che non potrà non far commuovere anche il più picaresco degli spettatori.
E come al solito a me non resta che caldeggiarvene la visione al più presto.

D Alexander13

+Psicodromo+Gritos En la Noche #Xfile 02

Jigoku aka The Hell
Regia-Teruo Ishii

Japan-1999
Cast:Miki Satoh, Michiko Maeda, Nozomi Saitoh, Yutaka Hiramatsu

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Rika è una bella ragazza di 16 anni,un giorno decide di iscriversi per curiosità in una classe di yoga.....sventuratamente senza saperlo, la dolce ragazza, entrerà negli ingranaggi soffocanti e stritolanti di una setta religiosa, capitanata farloccamente da Kasahara, santone e leader della setta. Rika diverrà figura simbolo del culto e realizzerà con indicibile orrore in quale perversa dottrina si è inavvertitamente avventurata, il santone leader della setta Kasahara violenterà innumerevoli volte le altre ragazze già indottrinate al culto,Rika tenterà la fuga ma....
Un giorno una vecchina accompagnata da un giovane studente del liceo fermerà Rika per strada e le dirà "La tua vita si sta per trasformare in un disastro"...."Vi è un solo modo per evitare il disastro...devi fare una esperienza che ti cambierà la vita"....
"UN VIAGGIO ALL'INFERNO !!! "
Rika accetta di fare questa avventura ma,arrivata alle porte dell'inferno alcuni peccatori la aggrediscono...
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Ci troviamo in questa sede,ad analizzare e a "sezionare" una pellicola con un plot estremamanete catalizzatore,tanto che "Jigoku" può vantare ben due effettivi Remake...

un saggio su una infernale ossessione strutturale : ecco cos'è Jigoku 99, brillante remake/tibuto dell'omonimo capolavoro, recentemente restitutito ai fasti del colore di Nagasawa Nobuo.
La personale visione degli Inferi di Ishii,è ripartita con impeccabile inflessibilità in due crude parti : - il primo svolgersi narrativo è ispirato ai luridi e abominevoli atti criminosi di un giovane pedofilo che successivamente, impietosamente,sarà trascinato e poi torturato senza alcuna misericordia nei gorghi del Tartaro giapponese da untuosi demoni...
-mentre, la seconda parte,"è dedicata" ai crimini di una setta religiosa "vagamente ispirata" all'ordine Aum Shinrikyo ("Ordine della suprema verità") responsabile dell'atto terroristico nella metropolitana di Tokyo avvenuto negli anni 90.
La particolarissima dis-visione Ero-Guro° dell'Inferno (jigoku) del "re del cult"Ishii è realmente sfiancante, sprezzante, sadica, genuinamente malvagia, nefanda, sporca, perversa, tuttavia incredibilmente affascinante...A darci il benvenuto presso i cancelli mistici e "vaginali" dell'eterno oblio, "erebe"caricature Di Oni, minacciosi e giganteshi demoni della tradizione taoista-sciamanica, peccatori dalla pelle albina, infernali e sadici Orchi, e infine ma ciò non di meno minor importante, colui che regge con pugno di ferro le legioni infernali e che sentenzia con impassibilità gli atroci supplizi dei peccatori : "Lord EnMa", divinizzazione ermafrodita, spietato giudice ma al contempo compassionevole "vecchina"....
La visione di Ishii dell'inferno, è esplicita e senza fronzoli, è una atmosfera di opprimente e sfiancante asfissia e sporcizia, è un cinema crudo quello del Re del Cult, teso allo spasimo, costantemente in equilibrio tra genialità, cialtroneria e kaiju. Jigoku è una pellicola flemmatica, una delirante pittura giappo-fiamminga, una cromatica miscela alchemica di incantevoli atmosfere (seppur opprimenti), dove il disagio dello spettatore cresce progressivamente innanzi a un mondo apparentemente in fase di mutamento, ma dove realmente non cambia nulla.Muovendo dunque da tematiche che lo affascineranno in quasi tutta la sua filmografia,il prolifico Ishii ha scelto di rappresentare il "Jigoku" con un esasperato sadismo iperviolento, e volutamente poco realista, una narrazione inquieta e inquietante, un palpabile senso di disagio e alcune fugaci intermittenze di soft-core, fanno di Jigoku un saggio su una infernale ossessione,strutturale.
Ishii, crea visivamente e magistralmente una promiscuità sanguinea di colori che danzano dinnanzi allo spettatore che inerme e ammutilito, sonda visivamente le profondità dell'inferno stesso....accese tonalità vermiglio, tenui blu-cobalto, verdi opacizzati, infestano meravigliosamente il japan movie di Ishii, la pellicola fagocita letteralmente lo spettarore che come un moderno Dante, percorre e incorre nella cattura visiva iconoclasta della pellicola stessa.
Parte indubbiamente rilevante nella pellicola è riservato alle interpretazioni dei peccatori e alla bruzzaglia degli orridi Orchi, che danzano con movenze teatrali intorno agli sventurati peccatori che dovranno poi essere tormentati per l'eternità nelle visciere dell'inferno Ishiano....-Dato che il movie è stato concepito "teatralmente", è posta molta cura e attenzione alle espressioni facciali e nelle recitazioni "roboanti". Distaccata comparsa del film,la presenza di un samurai, etereo, fantasma, stanco, "eroe di passaggio", forse un auto-riferimento all'omonima opera cinematografica "Jidaigeki: Bohachi Bushido"lo spadaccino errante mercenario" (Porno Period Drama: Bohachi Bushido,1973). Il "Re del cult" Ishii, crea un intreccio di richiami sul significato di visione e sguardo nell'epoca mediatica del presente, si compiace (pur non privo di morale) nel far compiere ai suoi personaggi diabolici supplizi e torture sui malcapitati peccatori, sentenziando definitivamente che, nel "suo" Inferno, non vi è spazio per "il dolore psicologico o intospettivo, filosofeggiante nella nostra cultura " ma bensì, solo la promessa di una dimensione di terrore eterno e di crudeli torture può farci riflettere sul nostro cammino da vivi.
A me non resta che caldeggiarvene la visione al più presto...
notes------------------------------------------------------------
L’ero-guro -è il termine è un amalgama anglo-giapponese di erotico e grottesco- fiorì come movimento letterario e artistico negli anni Venti e all’inizio degli anni Trenta. Uno dei suoi maggiori rappresentanti fu Edogawa Rampo (Hirai Taro, 1894-1965), un famoso scrittore che si specializzò in racconti misteriosi e bizzarri, molto simili a quelli del suo idolo Edgar Allan Poe, da cui prese il nome d’arte.

Alexander13