+Psicodromo+Gritos En la Noche #Xfile 02

Jigoku aka The Hell
Regia-Teruo Ishii

Japan-1999
Cast:Miki Satoh, Michiko Maeda, Nozomi Saitoh, Yutaka Hiramatsu

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Rika è una bella ragazza di 16 anni,un giorno decide di iscriversi per curiosità in una classe di yoga.....sventuratamente senza saperlo, la dolce ragazza, entrerà negli ingranaggi soffocanti e stritolanti di una setta religiosa, capitanata farloccamente da Kasahara, santone e leader della setta. Rika diverrà figura simbolo del culto e realizzerà con indicibile orrore in quale perversa dottrina si è inavvertitamente avventurata, il santone leader della setta Kasahara violenterà innumerevoli volte le altre ragazze già indottrinate al culto,Rika tenterà la fuga ma....
Un giorno una vecchina accompagnata da un giovane studente del liceo fermerà Rika per strada e le dirà "La tua vita si sta per trasformare in un disastro"...."Vi è un solo modo per evitare il disastro...devi fare una esperienza che ti cambierà la vita"....
"UN VIAGGIO ALL'INFERNO !!! "
Rika accetta di fare questa avventura ma,arrivata alle porte dell'inferno alcuni peccatori la aggrediscono...
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Ci troviamo in questa sede,ad analizzare e a "sezionare" una pellicola con un plot estremamanete catalizzatore,tanto che "Jigoku" può vantare ben due effettivi Remake...

un saggio su una infernale ossessione strutturale : ecco cos'è Jigoku 99, brillante remake/tibuto dell'omonimo capolavoro, recentemente restitutito ai fasti del colore di Nagasawa Nobuo.
La personale visione degli Inferi di Ishii,è ripartita con impeccabile inflessibilità in due crude parti : - il primo svolgersi narrativo è ispirato ai luridi e abominevoli atti criminosi di un giovane pedofilo che successivamente, impietosamente,sarà trascinato e poi torturato senza alcuna misericordia nei gorghi del Tartaro giapponese da untuosi demoni...
-mentre, la seconda parte,"è dedicata" ai crimini di una setta religiosa "vagamente ispirata" all'ordine Aum Shinrikyo ("Ordine della suprema verità") responsabile dell'atto terroristico nella metropolitana di Tokyo avvenuto negli anni 90.
La particolarissima dis-visione Ero-Guro° dell'Inferno (jigoku) del "re del cult"Ishii è realmente sfiancante, sprezzante, sadica, genuinamente malvagia, nefanda, sporca, perversa, tuttavia incredibilmente affascinante...A darci il benvenuto presso i cancelli mistici e "vaginali" dell'eterno oblio, "erebe"caricature Di Oni, minacciosi e giganteshi demoni della tradizione taoista-sciamanica, peccatori dalla pelle albina, infernali e sadici Orchi, e infine ma ciò non di meno minor importante, colui che regge con pugno di ferro le legioni infernali e che sentenzia con impassibilità gli atroci supplizi dei peccatori : "Lord EnMa", divinizzazione ermafrodita, spietato giudice ma al contempo compassionevole "vecchina"....
La visione di Ishii dell'inferno, è esplicita e senza fronzoli, è una atmosfera di opprimente e sfiancante asfissia e sporcizia, è un cinema crudo quello del Re del Cult, teso allo spasimo, costantemente in equilibrio tra genialità, cialtroneria e kaiju. Jigoku è una pellicola flemmatica, una delirante pittura giappo-fiamminga, una cromatica miscela alchemica di incantevoli atmosfere (seppur opprimenti), dove il disagio dello spettatore cresce progressivamente innanzi a un mondo apparentemente in fase di mutamento, ma dove realmente non cambia nulla.Muovendo dunque da tematiche che lo affascineranno in quasi tutta la sua filmografia,il prolifico Ishii ha scelto di rappresentare il "Jigoku" con un esasperato sadismo iperviolento, e volutamente poco realista, una narrazione inquieta e inquietante, un palpabile senso di disagio e alcune fugaci intermittenze di soft-core, fanno di Jigoku un saggio su una infernale ossessione,strutturale.
Ishii, crea visivamente e magistralmente una promiscuità sanguinea di colori che danzano dinnanzi allo spettatore che inerme e ammutilito, sonda visivamente le profondità dell'inferno stesso....accese tonalità vermiglio, tenui blu-cobalto, verdi opacizzati, infestano meravigliosamente il japan movie di Ishii, la pellicola fagocita letteralmente lo spettarore che come un moderno Dante, percorre e incorre nella cattura visiva iconoclasta della pellicola stessa.
Parte indubbiamente rilevante nella pellicola è riservato alle interpretazioni dei peccatori e alla bruzzaglia degli orridi Orchi, che danzano con movenze teatrali intorno agli sventurati peccatori che dovranno poi essere tormentati per l'eternità nelle visciere dell'inferno Ishiano....-Dato che il movie è stato concepito "teatralmente", è posta molta cura e attenzione alle espressioni facciali e nelle recitazioni "roboanti". Distaccata comparsa del film,la presenza di un samurai, etereo, fantasma, stanco, "eroe di passaggio", forse un auto-riferimento all'omonima opera cinematografica "Jidaigeki: Bohachi Bushido"lo spadaccino errante mercenario" (Porno Period Drama: Bohachi Bushido,1973). Il "Re del cult" Ishii, crea un intreccio di richiami sul significato di visione e sguardo nell'epoca mediatica del presente, si compiace (pur non privo di morale) nel far compiere ai suoi personaggi diabolici supplizi e torture sui malcapitati peccatori, sentenziando definitivamente che, nel "suo" Inferno, non vi è spazio per "il dolore psicologico o intospettivo, filosofeggiante nella nostra cultura " ma bensì, solo la promessa di una dimensione di terrore eterno e di crudeli torture può farci riflettere sul nostro cammino da vivi.
A me non resta che caldeggiarvene la visione al più presto...
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L’ero-guro -è il termine è un amalgama anglo-giapponese di erotico e grottesco- fiorì come movimento letterario e artistico negli anni Venti e all’inizio degli anni Trenta. Uno dei suoi maggiori rappresentanti fu Edogawa Rampo (Hirai Taro, 1894-1965), un famoso scrittore che si specializzò in racconti misteriosi e bizzarri, molto simili a quelli del suo idolo Edgar Allan Poe, da cui prese il nome d’arte.

Alexander13