di Eli Roth
Alcuni americani in evidente stato di ipertensione testosteronica si recano ad Amsterdam in cerca di facili avventure sessuali, e vengono dirottati da un mite spacciatore in Slovacchia, dove è più facile trovare giovani e disponibili fanciulle...
Dopo un approccio immediato con le bellezze locali, alcuni di loro iniziano a sparire misteriosamente...cosa si cela dietro a queste sparizioni ?
Un incubo.
Hostel è un film che nel complesso non mi sentirei di valutare oltre una più che lodevole sufficienza, ma che alla fin fine mi ritrovo, spesso e volentieri a difendere a spada tratta per tutta una serie di particolarità e piccoli tocchi di classe sparsi un pò ovunque...ma cominciamo dall'inizio :
Siamo d'accordo che la parte in cui delude di più è la tanto millantata truculenza : nulla di chè neanche se rapportato alle scene meno estreme della saga quintologica di Saw, figurarsi per chi è abituato a certo cinema estremo [GIUNEA PIG, NECROBUTCHER, MORDUM e AFTERMATH] o anche solo ai film di quel Genio di regista che in questo film suddetto si presenta nelle vesti di un Cameo tanto auto-ironico quanto geniale [Cabin Fever].
La perfezione quasi assoluta della fotografia di Hostel è quasi da manuale ed è un buon punto di partenza per una discussione costruttiva su questa mitica vaccata : Non c'è niente fuori posto In Hostel, fin dall'arrivo del trio arrapato nella sperduta cittadina slovacca, si avverte un'aria di cauto ed assennato giudizio registico : campi lunghi che mostrano tutta la bellezza di questi luoghi dispersi su indecifrabili cartine cirilliche, con un retaggio medioevaleggiante quasi atavico, una atmosfera sopita, europeista che regala allo spettatore lunghe panoramiche ma anche atmosfere turgide, da far-east, nei localacci e nei pub che mostrano volti segnati dei pochi abitanti magiari che si vedono, contadini o forse braccianti [al soldo di chi? forse della lurida "congrega" d'affari della carne ?] Lodevole l'uso della steady-cam nelle scene più gore/splatter, la minuziosa ricerca del limite visivo del concesso, la scelta di decolorazioni pesanti, filtri scuri, freddi, cattivi, quasi monocromatici nella parte finale spostano l'assetto della pellicola in maniera mirata. I pochi dialoghi così come le situazioni nelle quali lo spettatore viene catapulato
Dopo un approccio immediato con le bellezze locali, alcuni di loro iniziano a sparire misteriosamente...cosa si cela dietro a queste sparizioni ?
Un incubo.
Hostel è un film che nel complesso non mi sentirei di valutare oltre una più che lodevole sufficienza, ma che alla fin fine mi ritrovo, spesso e volentieri a difendere a spada tratta per tutta una serie di particolarità e piccoli tocchi di classe sparsi un pò ovunque...ma cominciamo dall'inizio :
Siamo d'accordo che la parte in cui delude di più è la tanto millantata truculenza : nulla di chè neanche se rapportato alle scene meno estreme della saga quintologica di Saw, figurarsi per chi è abituato a certo cinema estremo [GIUNEA PIG, NECROBUTCHER, MORDUM e AFTERMATH] o anche solo ai film di quel Genio di regista che in questo film suddetto si presenta nelle vesti di un Cameo tanto auto-ironico quanto geniale [Cabin Fever].
La perfezione quasi assoluta della fotografia di Hostel è quasi da manuale ed è un buon punto di partenza per una discussione costruttiva su questa mitica vaccata : Non c'è niente fuori posto In Hostel, fin dall'arrivo del trio arrapato nella sperduta cittadina slovacca, si avverte un'aria di cauto ed assennato giudizio registico : campi lunghi che mostrano tutta la bellezza di questi luoghi dispersi su indecifrabili cartine cirilliche, con un retaggio medioevaleggiante quasi atavico, una atmosfera sopita, europeista che regala allo spettatore lunghe panoramiche ma anche atmosfere turgide, da far-east, nei localacci e nei pub che mostrano volti segnati dei pochi abitanti magiari che si vedono, contadini o forse braccianti [al soldo di chi? forse della lurida "congrega" d'affari della carne ?] Lodevole l'uso della steady-cam nelle scene più gore/splatter, la minuziosa ricerca del limite visivo del concesso, la scelta di decolorazioni pesanti, filtri scuri, freddi, cattivi, quasi monocromatici nella parte finale spostano l'assetto della pellicola in maniera mirata. I pochi dialoghi così come le situazioni nelle quali lo spettatore viene catapulato
si basano su una apparente sfera del reale che piano piano si incrina fino a spezzarsi nella parte conclusiva.
Hostel è un film godibilissimo che in una sola ora e mezza è capace di ribattere, avallare e giustificare insieme 4.667 luoghi comuni etnico-linguistici-comportamentali-folkloristici tutti insieme, e solo per questo va supportato in pieno. Amsterdam così come qualsiasi cretinetto di 13 anni alla prima canna e alle prime pippe se l'è sempre immaginata...Est europa come mecca del meretriciaggio a pagamento...multilinguismo a braccietto con lascive e tettone in un minestrone che neanche fosse la versione porno de L'appartamento spagnolo, la celebrazione della vacanza media che un occidentale su due ha fatto o da sempre sognerebbe di fare...nostalgici nazistoidi disposti a far follie economiche per poter fare pezzettini autentica carne americana, le bizzarie della desolante/lata campagna della squallida mittel-europa post-comunista...i malsani obesi baffuti magiari che vi abbondano, brigantaggio zingaro-bambinesco degno omaggio dell'Ospite in casa Miike e dei suoi baby-Yakuza-killers di FUDOUico retaggio [Fudo]...tutto stupendo e orchestrato bene.
La location mittel-europea della meno battuta Bratislava è azzeccatissima e genuinamente inquietante per colori, ostentata tranquillità e bizzarria architettonica della stessa: davvero vergognoso che da noi dovesse arrivare una produzione americana a capire e valorizzare certi elementi.
Direi solo povera Slovacchia : bello, bellissimo vedere le dinamiche di un intero (e per altro assai civile) paese fermate, incanalate e finalizzate in tutti i suoi piccoli ingranaggi sociali all'efficace soddisfacimento di questa bizzarra richiesta di mercato, e a questo improbabilissimo plot tutto, quasi questo commercio costituisse il 99% del prodotto interno lordo del Paese , quasi in Slovacchia - o nel microcosmo di essa rappresentato - non ci fosse/si facesse altro...come dicevo, un film che avalla pregiudizi e cementifica luoghi comuni: Stupendo!
Peccato abbia poco da dire proprio nel momento in cui debba tirare fuori i muscoli e i bisturi dinanzi alle smaliziate richieste di umori, sangue e frattaglie di un pubblico sempre più sadicamente esigente, al che la qual cosa si risolve non dico in una bolla di sangue, ma quasi...non fosse stato preceduto da una così ben costruita hype e pubblicità, probabilmente avrebbe reso di più dinanzi agli occhi di un pò tutti...non sarà così!
Alla fine gli do un sette e mezzo e non di più, ma devo dire che mi ha divertito più di tanti film che ho davvero sentito e ritenuto Genuinamente ad esso superiori...consigliatissimo.
Hostel è un film godibilissimo che in una sola ora e mezza è capace di ribattere, avallare e giustificare insieme 4.667 luoghi comuni etnico-linguistici-comportamentali-folkloristici tutti insieme, e solo per questo va supportato in pieno. Amsterdam così come qualsiasi cretinetto di 13 anni alla prima canna e alle prime pippe se l'è sempre immaginata...Est europa come mecca del meretriciaggio a pagamento...multilinguismo a braccietto con lascive e tettone in un minestrone che neanche fosse la versione porno de L'appartamento spagnolo, la celebrazione della vacanza media che un occidentale su due ha fatto o da sempre sognerebbe di fare...nostalgici nazistoidi disposti a far follie economiche per poter fare pezzettini autentica carne americana, le bizzarie della desolante/lata campagna della squallida mittel-europa post-comunista...i malsani obesi baffuti magiari che vi abbondano, brigantaggio zingaro-bambinesco degno omaggio dell'Ospite in casa Miike e dei suoi baby-Yakuza-killers di FUDOUico retaggio [Fudo]...tutto stupendo e orchestrato bene.
La location mittel-europea della meno battuta Bratislava è azzeccatissima e genuinamente inquietante per colori, ostentata tranquillità e bizzarria architettonica della stessa: davvero vergognoso che da noi dovesse arrivare una produzione americana a capire e valorizzare certi elementi.
Direi solo povera Slovacchia : bello, bellissimo vedere le dinamiche di un intero (e per altro assai civile) paese fermate, incanalate e finalizzate in tutti i suoi piccoli ingranaggi sociali all'efficace soddisfacimento di questa bizzarra richiesta di mercato, e a questo improbabilissimo plot tutto, quasi questo commercio costituisse il 99% del prodotto interno lordo del Paese , quasi in Slovacchia - o nel microcosmo di essa rappresentato - non ci fosse/si facesse altro...come dicevo, un film che avalla pregiudizi e cementifica luoghi comuni: Stupendo!
Peccato abbia poco da dire proprio nel momento in cui debba tirare fuori i muscoli e i bisturi dinanzi alle smaliziate richieste di umori, sangue e frattaglie di un pubblico sempre più sadicamente esigente, al che la qual cosa si risolve non dico in una bolla di sangue, ma quasi...non fosse stato preceduto da una così ben costruita hype e pubblicità, probabilmente avrebbe reso di più dinanzi agli occhi di un pò tutti...non sarà così!
Alla fine gli do un sette e mezzo e non di più, ma devo dire che mi ha divertito più di tanti film che ho davvero sentito e ritenuto Genuinamente ad esso superiori...consigliatissimo.