+Psicodromo+ file 006 : Jeepers Creepers 2

Jeepers Creepers 2 - Il Canto del Diavolo
Regia:Victor Salva
"E' un tardo e assolato pomeriggio di fine estate nelle vaste campagne della contea di Poho in America,gli ultimi ballerini raggi di sole scompaiono all'orizzonte e un aurorale tramonto inonda i campi di granoturco affrescando con tinte paglierine e colorata armoniosità tutte le gialle valli ove spunta dritto e rigoglioso il biondo cereale. Il giovane Billy è indaffarato a svolgere un compito assegnatogli dal padre : riempire di paglia e fieno secco le immote sentinelle che presiedono le proprietà dei Taggart dagli assalti dei volatili...all'improvviso Billy scorge con la coda dell'occhio qualcosa di "sbagliato" a poca distanza da lui,pare che un fantoccio di fieno....si sia mosso e...abbia volto al testa verso la sua direzione,prontamente il ragazzino invece di tornare frettolosamente sui suoi passi,decide di investigare sull'accadimento quantomeno bizzarro e un poco inusuale che gli è parso di scorgere a poca distanza....sarà l'ultima scelta sbagliata del povero Billy.... Il padre e il fratello,vengono investiti dalle urla disperate di lamento e orrore del piccolo Taggart,imbracciato prontamente il fucile a canne mozze,padre e fratello si gettaranno a capofitto all'inseguimento della stridula voce del bambino coaiduvati dall''immancabile fedele quadrupede,ma è troppo tardi : Taggart Senior si vedrà letteralmente portare via il figlio davanti ai suoi occhi,esterefatti e bagnati da vivide lacrime di paura...( tutti coloro hanno assisstito alle imprese del "Creeper" nel primo episodio della serie...sanno bene gli "usi" e "costumi" dell'essere...) Nel frattempo,un gruppo di giovani giocatori di una squadra di pallacanestro di un imprecisato college americano,insieme (naturalmente) a un fornito entourage di ragazze cheerleader e agli immancabili allenatori perennamente alterati,di ritorno da una partita di campionato,si trovano nei guai sulla sventurata East 9 Highway,una strada statale che attraversa proprio la contea di Poho...sembra che qualcosa abbia forato un copertone del pullman,ovviato all'incidente grazie alla pragmaticità dell'autista,la cosa si ripete nuovamente e stavolta la situazione si fa più critica al calare del fulgido sole.Scende immancabile il tramonto che ricopre le vallate e i campi ed i ragazzi si rendono presto conto di essere vittime predestinate ad un orrido sacrificio inumano che sarà perpetrato durante tutta l'interminabile notte fino allo spuntare della rincuorante alba.Isolati dal mondo,su una strada deserta,senza luci e senza armi,dovranno unirsi e lottare con tutte le loro forze per impedire di essere divorati da qualcosa che li ha scelti come pasto serale,ma ciò che essi ignorano è che l'essere che li minaccia,ha già scelto le sue prede per il suo frugale banchetto annuale...sarà un lotta serrata all'insegna dell'autoconservazione della catena alimentare... ++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++ Seconda puntata di Jeepers Creepers che inaspettatamente si presenta molto più complessa e articolata della prima,distanziandosi notevolmente come intreccio narrativo e come realizzazione tecnica rispetto al primo capitolo,pur restando carente nella atmosfera d'orrore e in quel indistinguibile e indefinibile feeling "nero" che caratterizzava la prima creatura di Salva. Il primo Jeepers Creepers infatti un horror classico nell'eccezione del termine,caratterizzato da una atmosfera e da una suspense portata ai massimi livelli,un vibrante esempio di terrore.La prima parte della pellicola è poi un qualcosa di assolutamente sensazionale e travolgente : un incipit narrativo angosciante,ambientato in uno scenario da "classico dell'orrore" con numerosi stereotipi del genere ma utilizzati con maestria in modo da arricchire notevolmente la narrazione che scorre regalando brividi e ottime scene chilling. Insomma sostanzialmente un ottimo horror-film,come non se ne vedevano da molto tempo,agghiacciante per certi versi,strano e inusuale e assolutamente amaro...: la perversa casa della creatura,le cupe atmosfere notturne,gli inseguimenti col "furgone della morte" e tutti gli altri particolari che infittivano quell'alone di mistero cupo e ossessivo intorno a quell'essere di cui non conoscevamo nemmeno le sembianze ma di cui si intuivano le mostruose abitudini alimantari,hanno contribuito a gettare le basi per un "nuovo filione" revival e un poco vintage,per un genere che tende atrofizzarsi se non riceve linfa vitale. Lecito dunque aspettarsi un sequel deludente e incoerente vista l'inappetenza di Hollywood a realizzare i famigerati numeri due,invece sorprende constatare che almeno questo secondo episodio è godibile anzi almeno si può fregaire della coerenza... Ritorna sul grande schermo l'orrorifico mostro volante ibrido tra un vampiro e un alieno che a sorpresa di produttori e critica sbancò letteralmente i botteghini americani più di due anni fa. Arrivato in Italia con molti mesi di ritardo, questo Jeepers Creepers 2 si affida allo stesso cast tecnico del primo episodio e ancora una volta alla produzione (in questo caso più facoltosa) dell'America Zoetrope di Francis Ford Coppola. Se, difatti, nel primo film Victor Salva si confrontava con un low-budget che in un certo modo aiutò parecchio il film ad affidarsi a soluzioni interessanti come un'immaginario visivo molto anni '80 (basti citare che il precedente capitolo iniziava in maniere deliziosamente pionieristica con una indubbia citazione del capolavoro di Steven Spielberg: The Duel) , Jeepres Creepers era un reprise vivente del motto orrorifico anni 80 - ragazzi inseguiti da mostro cannibale + finale. Per dover di cronaca "l'intensità" e "l'atmosfera horror" insieme all'arte dell'arrangiarsi, rendevano mitici film al limite della fruibilità,Hammer e Universal ne sono un variegato esempio e Jeepers Creeper ne è un solido esempio di stereotipata eredità. Questo nuovo progetto di Salva è supportato da una maggiore disponibilità economica e un incentrarsi maggiore di effetti speciali e azione a discapito lievemente della matrice orrorifica e dell'atmosfera,flusso vitale della corrente horror. Tutta la pellicola risente e non poco del genuino terrore che si respirava nel primo capitolo,ciò va a discapito dell'intensità horror più pura e genuina che invece il primo capitolo elargiva con classe e stile e alcune trovate davvero geniali. Cavalcando la moda del sempreverde genere horror ora fregiadosi del titolo di "fruizione trasversale", questo secondo episodio qualitativamente si attesta comunque sul livello del precedente. Siamo di fronte ad un medio, onesto film horror senza pretese o che accampa diritti di originalità sopratutto tenta (riuscendoci in pieno) a staccarsi dalla pericolosa corrente "riabilitativa" di genere,non accodandosi alla moderna deriva psicologistica post-Sesto Senso,The Others e affini... dall'altra sapientemente Salva preferisce non calcare la mano sugli effetti più generosamente granguinoleschi facendo risultare la pellicola appetibile anche alle anime più sensibili.Nel complesso Jeepers Creepers 2 non risulta certo un capolavoro ma tuttavia,resta una pellicola marcatamente di genere,altamente godibile. Salva mostra di saper padroneggiare e amare il genere, evitando così di configurarsi come il tipico moderno regista horror-shooters, secondo un'acuta definizione di John Carpenter. Detto questo, è innegabile che egli non dedichi alcuna energia alla possibilità di rinnovamento stilistico e tematico alla sua seconda cratura, preferendo lavorare sui più abusati cliché del genere. A far fronte ad una certa piattezza contenutistica e alla convenzionalità più assoluta, c'è comunque una rinnovata centralità della figura del mostro,che anche in questo episodio si appresta a perpetrare le sue cruente scorribande notturne (ogni 23 anni) apprestandosi a un frettoloso e bagordo banchetto a base di carne umana. Riguardo alla centralità della creatura : anche in questo sequel,non si configura certo in termini narrativi cosa sia il "Creeper",da dove venga,cosa realmente sia,se ve ne siano altri esemplari e via dicendo,la reale intenzione di Salva è circondare volutamente il mostro predatore con un aura di mistero e ignoto che avvolge lo spettatore e lo rapisce incitandolo alle più fantasiose interpretazioni percettive. Unica rotta cha Victor Salva ci fornisce per "la carta di identità" della sua orrida creatura è che è un predatore vorace,ingordo,molto intelligente,crudele,sadico e forse è vomitato dagli inferi stessi visto che dispone di antichi artefatti malvagi costruiti dal male,per il male. Il pregievole tentativo del regista è dirigere una pellicola più corale e con un plot basato maggiormente sulle dinamiche caratteriali e psicologiche di un gruppo di ragazzi intrappolati e senza via di scampo,minacciati da un qualcosa di estremamente crudele malvagio e antico,deciso a uccidere e divorare sistematicamente uno di loro che resta purtuttavia un incognita durante tutta la visione. Per diretta ispirazione Salva ha esplorato questa nuova possibilità, due pellicole di Hitchcock, Gli uccelli e I prigionieri dell'oceano sono alla base del dramma giovanile-orrorifico che affrontano i ragazzi naturalmente diluito rispetto agli esempi succitati. Salva ha sfruttato il suo talento naturale per la caratterizzazione, includendo la spavalderia un poco stereotipata tipica degli atleti di un college e l'intensità delle rivalità adolescenziali, oltre all'imprevedibilità dei giovani di fronte a una situazione di crisi.Ha dato alla Creatura una più marcata impronta di malvagità, grazie a una scelta attenta e semplice ma di forte impatto (diversamente dal primo film, la Creatura rivela ai giovani terrorizzati chi preferisce tra loro.) La tensione esplode e i ragazzi si rivoltano l'uno contro l'altro nel disperato tentativo di sfuggire alla Creatura o di servirle il banchetto più appetibile e meno faticoso. Il regista si industria anche a creare una credibile figura antagonista al mostro divoratore, ben delineata e che si presta in maniera ottimale all'incipit narrativo : un padre (Ray Wise),distrutto dal dolore per la perdita del figlio,si impone un solo scopo,come un moderno e novello capitano Achab di mettersi alla caccia della sua particolasrissima "balena bianca",sua unica ragione di vita e...di morte. In definitiva Jeepers Creeper 2 Il Canto del Diavolo è una pellicola senza infamia e senza lode,un buon canovaccio dell'orrore,un sequel dignitoso anche se tratti si intuisce che l'ispirazione manca e che meccanicamente ci si avvia alla fatidica resa dei conti finale... Resta anche un ulteriore nota positiva : alla fine Salva ci riconquista nuovamente non congedando del tutto la sua creatura... Ne consiglio la visione solo ai masochisti del genere... o alle creature notturne. +Creeper Yorga+

+Psicodromo+ file 005 : Grizzly Man

Grizzly Man
Regia : Werner Herzog.
Genere : Documentario, colore,103 minuti.
Produzione USA 2005
"La natura è davvero stupida, oscena e sbagliata" ?
Questa è la conclusione cui si arriva di fronte alla toccante riflessione per immagini del leggendario regista tedesco, lacerante docu-dramma che ripercorre le tredici estati (dal 1990 al 2003) trascorse in Alaska dall'americano Timothy Treadwell, attivista/ecologista/fanatico, animato dall'ossessione di proteggere dai bracconieri una comunità di orsi grizzly (come se una bestia di oltre 3 metri avesse urgenza di essere protetta...) Alternando estratti da quel "film di estasi umana e di cupo tumulto interiore" (come l'ha definito il regista) realizzato da Treadwell stesso, suggestive riprese naturalistiche e interviste realizzate a parenti e amici di Tim dallo stesso Herzog, la pellicola va a costruire una drammatica parabola esistenziale sull'utopico sogno dell'Uomo di poter dominare, proteggere e comunicare con una Natura atavicamente spietata e violenta. Riecheggiando quella di tanti travagliati eroi solitari del cinema di Herzog, la storia di Tim si conclude infatti tragicamente (viene resa nota già dai primi minuti di proiezione) con il brutale attacco da parte di un grizzly all'uomo e alla fidanzata Amie Huguenard, quell'estate al suo fianco. L'orribile attacco registrato dal microfono della videocamera di Tim, testimone esclusivamente sonora di una tragedia annunciata. E dolorosamente ripercorsa nel film da Herzog che, mettendosi in campo in prima persona, in maniera toccante e assulutamente discreta fa sua – ma fortunatamente non nostra - questa straziante e privata tragedia sonora in una sequenza della pellicola. Il regista tedesco ribadisce così ancora una volta, la sua pessimistica visione del mondo della natura, restituendoci allo stesso tempo tutta l'innocenza e la spontaneità di uno spirito umano ingenuo e vitale. Ultimo amico della natura, oltre ogni limite. Il film è toccante e al tempo stesso tragicamente crudo e realista, assistiamo inermi alla vicenda di Treadwell, come se in effetti stessimo assistendo ad un film - vero e proprio - lo scopo di Herzog però, è mostrarci quanto sia cattiva e ingrata la natura...oltre che bellissima.
A ben vedere, tuttavia, la vera forza di Grizzly Man non sta in questo; né nella potenza evocativa delle immagini, né nel magistrale impatto drammatico delle interviste. Sta invece nella capacità di Herzog di procedere costantemente sulla linea di confine tra realtà e finzione, elaborando, con un film che solo apparentemente, parafrasando un saggio di Roland Barthes, è fermo al “grado zero della visione”, un’attenta e acuta analisi sulle dinamiche che regolano la sovrapposizione dei piani narrativi e l’estetica della rappresentazione filmica. Solo in apparenza un passo indietro rispetto al celebrato “mockumentary” (documentario in cui si mescolano realtà e finzione), ma a ben vedere un passo avanti, perché in grado di cogliere l’essenza del problema: la verità della materia mostrata.

(W)hat (Y)ou (W)ant ?

E' un gioco al massacro questo, l'avevo capito.
Quello che non mi aspettavo era invece ben altro.
Cosa cazzo vuoi ?
Cosa cazzo vuoi da me ?
Devo dirti che sono felice ? Non lo sono.
Devo dirti che tutto questo schifo mi piace ?
Non posso, mentirei a me stesso, e non solo.
Devo dirti che possiamo andare avanti così ?
Forse è possibile dopotutto una nave prima di affondare ci impiega giorni o ore...ma quello che è CERTO è che prima o poi affonda, si inabissa inevitabilmente nelle profondità marine, trova un pertugio in un crepaccio e lì arrugginisce in pace, magari diventando una tana subaquea per centinaia di pesci.
Forse, nel corso degli anni una qualche equipe di Treasure Hunters (Cacciatori di Tesori Sottomarini) si inbatterà nella carcassa rugginosa del relitto ed esplorandolo rinverrà chissà quali meraviglie, celate finora sotto strati di mucillagine e muffa...
Il punto è che, in fin dei conti l'oceano è troppo vasto e sconfinato per sperare in una simile fortuna...Ci sono realmente possibilità che accada una cosa simile ?
No, penso che il relitto resterà a lungo nei recessi marini, diventando una roccia di ferro e calcare.
Sono stressato ed incattivito ed ho una gran voglia di farla pagare e chi si mette sulla mia strada.



(C)hristmas (F)eelings -Ho Ho Ho

Mano a mano che il Natale si avvicina si fanno più chiare e definite le mie percezioni e sensazioni riguardo questa festività. Per essere precisi mi evocano :

Non capisco coma mai il Natale piaccia a tutti, io lo trovo abbastanza terrificante. Secondo solo in fatto di angoscia alla festa di Santa Lucia e relativa storia che mi raccontavano da bambino.Qualcuno pensava fosse divertente raccontare la storia di questa santa a cui strappavano gli occhi (roba da incubi infantili), e che andava nelle camerette dei bambini senza occhi a portare doni. Me la immaginavo più o meno così:
Ci dicevano che se la sentivamo dovevamo fare finta di nulla e non guardarla mai in viso (e chi lo vorrebbe!!) perchè essendo senza bulbi oculari si vergognava e ci avrebbe tirato della sabbia negli occhi... MMostruoso, sembra la trama di un horror di serie B (Darkness Fallsper la precisione...). Il cattolicesimo, con le sue storie, ha l'innata capacità di instillare terrore e superstizione negli animi ne sanno qualcosa laggiù a Salem. Speriamo di lasciarcelo alle spalle in fretta questo Natale. E di non subire danni! Sovvertiamo lo spirito delle festività con attività ed atteggiamente anti-natalizi! Basta subire passivamente, distruggiamo il Natale, prendiamoci la nostra rivincita. Comportiamoci in maniera sconveniente ed antinatalizia, abbasso il falso buonismo pret-a-porter, diventiamo bastardi a Natale!
Di fronte a tanta pochezza e mediocrità imperante forse un po' di isolamento autoimposto è l'unica cosa sensata. E magari mi fa anche bene, ho ricominciato a riconoscere la persona davanti a me nello specchio, e sebbene non mi piaccia ancora particolarmente iniziamo ad andare un po' più d'accordo.
Darei qualsiasi cosa per poter cancellare il prossimo Natale in arrivo, con tutte le festività che si porta dietro. Vorrei essere già a gennaio, ma soprattutto vorrei non essere costretto a passare tutto questo atroce periodo da solo. Come uno spettro che si aggira per una casa infestata, senza pace. Con un po' di fortuna impazziro forse...o almeno spero.
Riceverò in regalo una bottiglia di assenzio, marca Versinthe, prodotto in Francia questo fottuto Natalino ? Mah...lo scopo ? chiaramente cadere nell'oblio.

Alexander "Malv-asia"


+Psicodromo+ file 002 : Vampire Hunter D Bloodlust



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Preludium :
A Gothic Tale.

Dal diario di Daniel Wilson

Anno 2188 II°Era Dell'uomo
"All'orizzonte si spengono le ultime luci del morente giorno, sottili ombre gia' scivolano , invisibili, tra le pieghe dell'incombente crepuscolo, ed il velo d'una tetra oscurita' viene a coprire l'orrore di ferite infinitamente profonde, che questa mia povera terra lacerano e consumano, maligno cancro d'una maledizione troppo antica e terribile perche' mente umana possa mai comprenderla o rimembrarla.
E' una nuova notte,ragnatela di grida perdute nei cunicoli dell'impotenza della mia povera razza, ed il consapevole avvicinarsi dell'estinzione del genere umano, mi ha posto nell'assurda condizione di divenire, seppur a malincuore , scrivano, nell'inutile e folle intento di compilare codesto diario ...davvero sciocco e' l'uomo se, anche in questi tristi momenti, trova la forza per gettare aldila' di questo gigantesco muro di sangue, la sua ultima speranza, ben sapendo che, in ogni caso, si perdera' nell'abisso d'un profondo vuoto, lo spaventoso vuoto lasciato dalle innumerevoli anime che avrebbero potuto essere,e non sono piu'.
Ma , seppur tenue, il desiderio che gli stessi errori da noi commessi non vengano ripetuti dalle nuove generazioni, che gli uomini del domani, gettato lo sguardo all'orrore che li precedette, s'avvedano del pericolo che ancora, maligno, insidia i loro spiriti, con forza sorregge questo mio tormentato cuore....,mio è il compito di tramandare l'osceno volto del tremendo Male che incessantemente assedia la mia gente e, in ogni pagana notte, come bestie, ci stermina....
Quello che mi accingo a narrare a te, lettore è la triste storia del nostro nuovo mondo, sul quale si è abbatutta e si annida più di una greve e oscura minaccia.In questa tormentata era, dove le antiche e polverose vestigia del passato si fondono con le fredde tecnologie del futuro, dove viscide creature infernali strisciano dilaniate dalla bramosia di carne fresca, dove temibili spettri e orridi mutanti discendono tra la nostra gente per compire, una volta ancora, quest'infernale banchetto.
Nell' Eone Futuro-Remoto-Passato 1999 il nostro mondo fu sconvolto e devastato da una guerra nucleare, invero la mia memoria non mi concede di illuminarvi su chi l'abbia scatenata e quali gravi motivi l'abbiano indotta, ciò che invece ricordo bene è che il tremendo conflitto mondiale costrinse i pochi uomini superstiti a vivere nel sottosuolo come topi per decine di anni.
Quando, infine, potemmo tornare a calcare la superficie contaminata e devasatata del nostro martoriato pianeta, e proliferare nuovamente sulla Terra con la ferma intenzione di ricosturie una nuova grande civiltà,i nostri fragili sogni s'infransero impietosamente su quella che ,ora,non era piu' la dolce e bramata terra che,cosi' a lungo,aveva riempito le nostre menti nell'interminabile esilio,ma un luogo d'indicibile sofferenza ,golgota putrescente ed infetto,oscuro regno d'orride creature,demoniaci,deformi mutanti affamati di carne e sangue umano.
Per Centinaia di anni tentammo infuttuosamente di difenderci da queste orride bestie,scaturite dalle fiamme dell'inferno stesso ma invano poichè eravamo in deboli e numericamente in scarso numero.
Ripiombati in un nuovo buio medioevo-tecnologico,l'uomo era degenerato ancora una volta,si era imbarbarito e indignitosamente inselvaggito.
Dal profondo etere giuse allora una nuova stirpe di esseri che prese il sopravvento su noi poveri plebei umani, si fregiavano con il magniloquente titolo di " Nobili " anche se vi era ben poco di nobile nelle loro mire verso la nostra razza...
Costoro,la cosidetta "aristocrazia" altri non erano che immonde leggende scaturite fino ad allora,dalle nostre tradizioni antropologiche...Vampiri
I Vampiri sottomisero la mia gente,e presero con la forza i nostri dominii,definendosi nuovi signori e padroni della terra,per oltre 7000 anni,questi demoni dal volto umano,regnarono imperterriti sulla razza dell'uomo,con pugno di ferro e senza mai concedere nulla...a parte elargire una miserevole morte.
Costruirono cupe città immense,più simili a castelli che a centri urbani,dalle guglie spettrali e fatiscenti che,minacciose,infrangevano il cielo e da granitici enormi torrioni la "stirpe nobile" ci dominava dalla "Capitale",un immensa città fortezza all'epicentro del loro reame di tenebra,un empia costruzione che come un orrida apparizione era in grado di far vacillare anche l'animo più schietto che aveva l'ardire di fronteggiarla.
Da questa roccaforte di sangue,la loro immonda razza regolava persino il clima che ci circondava...servendosi di una tecnologia avanzatissima,questi orridi mostri riuscirono anche a oscurare il globo solare...
L'orgoglio dell'uomo aveva subito l'ennesima ignomia...non poteamo tollerare oltre la loro sudicia presenza....le loro scorribande notturne,i loro rapimenti di giovani donne,le loro malvagie perfidie,la misura era colma e presto la vendetta più bieca accecò i nostri animi...ci fu una grande ribellione,tutta la razza umana vi prese parte,e scoppiò un tremendo nuovo conflitto fra la nostra gente e quegli orridi esseri...
Ebbimo la meglio e riuscimmo non senza aver pagato un enorme tributo in vite a ricacciarli dalle malelande dalle quali erano sorti,riuscimmo a confinare i restanti vampiri sopravissuti nelle "Terre selvaggie",zone desertiche sconfinate,già dimora dei mutanti,che ben si prestavano all'esilio.
Nacquero classi di cacciatori e mercenari che potessero vegliare sulla nostra gente,e scongiurare un possibile ritorno della "nobiltà"...

La casta più nota di questi uomini è quella dei "Vampire Hunters"...
E l'uomo più temibile di questo ordine mercenario è "D"...
Ma "D" non è della nostra razza...."

Dan
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Vampire Hunter D Blood Lust (2000)
Japan
Director/Screenplay by Yoshiaki Kawajiri
Based on the Comic Book by Hideyuki Kikuchi (Asahi Sonorama)
Producers - Masao Maruyama Taha Nagasawa & Mata Yamamoto
Photography - Hitoshi Yamaguchi
Music - Marco D’Ambrosio
Animation - Madhouse
Animation Directors - Hisashi Abe, Hiroshi Hamazaki & Yutaka Minowa,
Mechanical Animation Director - Moritumi Naha
Art Direction - Yuji Ikehata.
Production Company - Filmlink International/BMG Funhouse Inc/Vampire Hunter D Production Committee.

Cast and Crew eng. version :
+Andrew Philpot (D),
+Pamela Segall (Leila),
+John Rafter Lee (Meier Link),
+Wendee Lee (Charlotte Elbourne),
+Matt McKenzie (Borgoff Marcus),
+Alex Fernandez (Kyle Marcus),
+Jack Fletcher (Grove Marcus),
+Michael McShane (Left Hand),
+Julia Fletcher (Countess Carmilla),
+John Di Maggio (Alan Albourne)

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Prima di perderci nei delicati drappeggi velati di questo capolavoro dell'animazione nipponica,è quantomeno doveroso tracciarne i confini...:

Le Chantau Des Vampires...
Cronologicamente la saga di Vampire Hunter D ebbe un crepuscolare principio nell'ormai lontano 1983 quando l'autore Hideyuki Kikuchi vergò con indicibile raffinatezza il primo romanzo con protagonista un misterioso e affascinante androgino cacciatore di vampiri.
A Yoshitaka Amano,sommo maestro dell' illustrazione giapponese,fu data generosamente la preziosa possibilità di partorire sia visivamente che graficamente,l'opera narrativa post-vittoriana di Kikuchi : in un macrocosmo Tecno-post-apocalittico inafferrabile eppure incredibilmente efficace,che ottimamente si prestava ad una rivisitazione di sorta,il prolifico scrittore oltre che rafforzare il proprio successo editoriale con il genio figurativo raffinato di Y.Amano (scrisse più di 12 romanzi divisi in 19 volumi che ebbero un successo clamoroso in Giappone ),diede involontariamente i natali ad un opera omnia dell'animazione nipponica e nondimeno ad una cupo e meraviglioso romanzo d'animazione dalle squisite e lussureggianti,tinte gotiche.Pubblicato per la prima volta nel 1983 dalla Sonorama Bunko, Vampire Hunter D ha prolificato sul mercato editoriale nipponico in modo impressionante: il solo primo romanzo è ormai giunto alla venticinquesima ristampa.(naturalmente l'intero ciclo di Kikuchi è inedito in Italia).Hideyuki Kikuchi, nel comporre i suoi scritti,riuscì ad amalgamare in un delizioso e stuzzicante universo narrativo,le proprie passioni per i vecchi film
Horror e Sci-Fi,continuando la propria opera di rivisitazione,e ri-ideazione di speculari dimensoni nipponiche dell'immaginifico collettivo intrapresa precedentamente,ri-assemblando e ri-donando nuova vita,a scenari apparentemente "logorati" e oltremodo retrò.
Ecco che allora dalla sua ampollosa penna,nascono,"Noir-Ero-Demoniaci" ("Wicked City" ),inquietanti "Sci-Fi Post Apocalittici" ("The Name of the Wind is Amnesia") e geniali rivisitazioni "Western-Tecno-Goth" (Vampire Hunter D) rivisitazione geniale e sostanzialmente parziale di un universo "sterile" e "datato" come quello vampiro.
Come si può leggere attraverso i suoi romanzi da cui sono state tratti fortunati OAV come: "Midnight Goku" "Cyber City Oedo" e i già citati "The Name of the Wind is Amnesia", "Wicked City",e naturalmente "Vampire Hunter D",Kikuchi riesce perfettamente a cimentarsi nella creazione di una alchimia narrativa originalissima e di sicuro impatto,riuscendo ad interpolare e inventare personaggi plausibili in diversi mondi in cui il bizzarro è la regola più che l'eccezione.
Immancabilmente,come spesso accade nel 1985 venne generata da neri postumi il primo adattamento anime delle epiche gesta del bounty-vampire-hunter D.
La trasposizione animata (OAV) basata sul primo romanzo,intitolato Vampire Hunter D (Kyuketsuki Hunter D) fu diretta da Toyoo Ashida,regista celebre nella nostra madrepatria per il serial Tv "Hokuto no ken" (1984).
Il character design di questa squisita goth-fairy-tale fu volutamente di molto semplificato per ottimizzare le animazioni e concentrarsi maggiormente sull'incipit narrativo,ma il risultato finale fu lo stesso eccellente per gli standard qualitativi di quegli anni ruggenti. L'opera animata,raggiunse perfino anche la schizzinosa america grazie alla Stream-Line Pictures e anche lì il successo fu stupefacente e sorprendente per questa suggestiva pellicola anime con un iter apparentemente disilluso ma che in realtà regala oniriche note di "eteròclicità tetro apocalittica".
I frammenti rappresentativi del citato anime sono infatti disegni che vagamente possono ad un occhio "esperto" ricordare sporadicamente la famosa e stra-cult serie TV (Yookai Ningen Bem) Daichi Doga 1968,anche se la matrice sinottica non è propriamente la stessa.

Vampire Hunter D : BloodLust è basato sul terzo volume della serie di romanzi di Kikuchi Hideyuki...+
Primo attore di questo cupo teatro di estasi visionaria è "D",un Dunpeal (Dhampir)
(frutto dell'unione carnale fra una donna mortale e un nobile delle tenebre ) D è una triste e taciturna ombra che costantemente sfida la luna,un malinconico e pallido reietto,uno scomodo ibrido disconosciuto dalla razza umana e parimenti odiato dall'algida aristocrazia della notte.
Di nobile statura e glaciale pallida beltà,rivestito da un cyber-wear-color etere,fiero cavaliere di una quantomeno bizzarra e "weird" cavalcatura-destriero,(una sorta di bio-cavallo meccanico),armato con una oltremodo lunga e sottile lama ricurva come arma mortale,D è un misterioso "Bounty Vampire Hunter", Cacciatore di Vampiri dal passato avvolto nel mistero e nella leggenda (Vedasi nella fattispecie l'iniziale-suono dentale che compone il suo prestigioso nome che rimembra forse la gloria del padre),con uno spirito-parassita imprigionato nella sua mano sinistra che funge all'occasione da consigliere e da voce interiore del nostro taciturno eroe, nonché da spalla che non può mancare ad ogni cavaliere errante degno ti tale appellativo,D è "l'ago della bilancia" dell'universo di Kikuchi,sul suo nobile aspetto si infrangono gli spiriti del passato che lo tormentano incessantemente e che gli impediscono di alenare alla felicità,essendo consapevole della propria diversità razziale : nè completamente umano,nè completamente vampiro.
Le sue epiche gesta si ambientano in un surreale mondo post-nucleare, dove l’assetto geopolitico del pianeta è completamente stravolto,dando vita a un nuovo cyber-medio evo. In questo scenario gli uomini e le creature della notte combattono la loro battaglia,imbracciando in una deliziosa epoca "Tecno-Macbeth"
armi medioevali e fucili laser,in una omogenea discrepanza temporale che è punto focale del macrocosmo narrativo di Kikuchi.
L'ultima produzione degli studi Madhouse,riprende (ma non ne è diretto seguito) i temi del precedente anime Vampire Hunter D....
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The story si far....
"Gli Elbourne, benestante famiglia in questa surreale ambientazione già ampiamente descritta,definibile sinteticamente fra il western,il vittoriano,e il cyber punk,assoldano al loro servizio una banda di famigerati cacciatori di taglie per poter ritrovare la loro dolce figlia Charlotte,rapita dall'aristocratico vampiro Meier Link.
Per prendere il nobile succhiasangue,gli Elbourne assoldano un fornito gruppo di uccisori di vampiri (i Markus Brothers).Ma non contenti della marmaglia già organizzata e scatenata contro Meier,la ricca famiglia mette sulle tracce del vampiro aduttore,anche "D", un misterioso e fortemente temuto "Dumpeal", cioè un ibrido nato da un umano e da un vampiro...
D si mette alla ricerca della giovane pulzella ma ben presto si rende conto i Markus Brothers,spinti dalla volontà di prevalere e raggiungere per primi l'aristocratico Meier e liberare Charlotte, finiranno per ostacolarlo...oltre a ciò Meier Link scaglierà contro D e i Markus Brothers un forinto gruppo di demoni "i Barbaroios"..." D però sarà aiutato da Leila,la più giovane caccatrice del clan Marus che....
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Il Maestro Yoshiaki Kawajiri si dimostra, con questo anime, uno tra i registi più geniali del panorama attuale giapponese.In un caledoscopio di transcolorazioni visive Kawajiri "pionieristicamente" passa in rassegna oltre cent’anni di fenomenologia orrorifica e scenari cinematografici,passando per un sincretismo visivo vivo e intenso e circondando lo spettatore con un incipit narrativo che risulta essere,un meraviglioso affresco gotico e un sogno infinito di magnificenza post-vittoriana.Già director di successo di Wicked City (la città delle Bestie incantarici) e Ninja Scroll, capolavori assoluti dell'animazione nipponica "New-Wave",(che fortunatamente hanno toccato la nostra madrepatria),Kawajiri torna a dirigere (e lo fà magistralmente) una pellicola davvero ostica e complicata,cui forse,solo lo stile narrativo di Kikuchi (realmente d'ostacolo per un director) avrebbe potuto rendere merito,non solo per ciò che concerne lo stile narrativo ma anche e sopratutto per quello che riguarda il comparto visivo di questa sfarzoso "melò vampirico"....
Il prototipo narrativo non è troppo dissimile da una gothic-novella "Hammeriana" (inoltre il Dracula di Fisher sembra rappresentasse l'impalcatura strutturale originale dello scrittore al quale faceva fede),eppure il talento,la genialità,e il non trascurabile fatto di appartenere ad una casta di geni assoluti dell'animazione nipponica (Otomo,Taro,Oshii) hanno indubbiamente influito sull' opera finale di Kawajiri,iscrivendola,non solo per lo stile narrativo adottato,su un meccanismo logico sceneggiativo-narrativo (come ho già scritto) puro.
Sull’animazione si delinea perfettamente l’impronta stilistica di Kawajiri,diretto "discendente" di Taro,Otomo,Miyazaki e sebbene solo in parte,Oshii...Con una tecnica sopraffina, una maniacale cura nei dettagli,con una ricostruzione prestigiosa e indubbiamente ben riuscita delle ambientazioni,e un design cupo e affascinante,il director giapponese,firma un opera anime di raffinata e rara levatura.
Peraltro la fotografia del celebre Hitoshi Yamaguchi esalta un ambiente oscuro di notte e assolatissimo di giorno,in un connubio unico Vampire Hunter D è un contrasto, che suddivide il piano narrativo in due generi distinti, un richiamo allo spaghetti-western di Sergio Leone durante l'assolato giorno ed all’espressionismo tedesco, dalle parti di Murnau,di notte.I disegni sono deliziosamente netti e spigolosi,quasi ricordano le assurde architetture e geometrie di Chung e in alcuni sporadici istanti sembra di trovarsi di fronte a fisicità genuinamente riproposte,sebbene con una maggiore e infinita cura,dell''ottimo omonimo prodotto della casa di produzione (sempre la MADHouse) "Alexander",------(13 episodi onirici e suggestivi per una raffinata e ricercata rivisitazione anime,della epica impresa di Alessandro Magno in una dimensione "Monnalisa Cyber punk" delirante).
In Vampire Hunter D, l''atmosfera è profondamente cupa quanto basta per una avvincente storia dal sapore gotico,una deliziosa "Vampire Love Story" viene intrecciata con abilità da Kawajiri : sentimento,amore,amicizia,lealtà,fiducia,orgolio,base della vicenda è la diversità delle razze e lo stravolgimento del concetto bene-male e nondimeno una malinconica storia d'amore simil-Coppola.
La quantità di ingredienti miscelati in Bloodlust, porta ad un grande anime d'azione e sentimento,
La ricostruzione dei castelli dei nobili succhiasangue decaduti è una preziosissima liturgia di visioni,la trama è avvincente ed emozionante,e pecca soltanto di eccessiva linearità a differenza di opere magniloquenti come "Jubei no Nimpucho" (Ninja Scroll)il regista e sceneggiatore,stavolta opta per uno screen-play maggiormente fruibile e meno indigesto.
Kawajiri si sofferma sull'introspezione dei personaggi che si cimentano in questo cupa novella di amore e morte : tutti i personaggi di Vampire Hunter D sono tormentati da qualche spettro del passato,e da una solitudine presente e infossante. Personificazione di tale solitudine è lo stesso Damphyr,un angelo delle tenebre e uno splendido diavolo della luce,disconosciuto essere maledetto sia dall'odiosa razza umana e sia dall'inflessibile casta notturna per il suo tradimento alla stirpe...unica sua voce interna che assiduamente lo tenta verso il lato più nascosto e malvagio della propria anima è la mano-parassita,unico suo legame con "il lato oscuro".Il film non dimentica mai l’introspezione psicologica dei personaggi,regalandoci personaggi veri e credibili, nonostante la natura antropologica-fantastica di alcuni.Ogni carachter sembra perciò impegnato soprattutto a inseguire un proprio ideale utopistico che gli permetta di sfuggire l’opprimente squallore di una realtà arida fisicamente ed esistenzialmente.
Il produttore è Yamamoto Mataichiro, che ci ha portato il più grande classico del genere shojo,Lady Oscar.Non deve essere un mero caso se la trama di questo film mostra alcune sensibilità tipiche di questo genere di produzioni "al femminile" e per un pubblico femminile.Molti caracther maschili sono stranamente attraenti,e lo stesso "D" ci viene presentato con un particolare aspetto "New Romantic", quasi da ultimo dandy post-atomico sopravvissuto,solitario,triste,nobile nell'aspetto,e intrigante…In questa dimensione onirica,non si sviluppa mai particolarmente l'idea del "male" insito nei personaggi antagonisti principali,preferendo basarsi sull'aura di romanticismo che circonda la figura del vampiro.
Kawajiri si distingue dai suoi colleghi e opta per una soluzione senza continuità di sorta : non ripropone un approfondimento concettuale delle immagini;stile adottato da Oshii vedasi "Ghost in the Shell";e rifuggendo dalla pesantezza figurativa del prototipo di Otomo,il regista realizza un nuovo linguaggio dell'azione "fine a se stessa",percorre e traccia un nuovo sentiero che punta diretto sulla spettacolarità delle scene d'azione e sulla poesia sottocutanea che possono sviscerare,se,una Maestro della sua levatutra si cimenta nel proprorle.
L'estro cretaivo-narrativo di Kawajirii spazia e si nutre in un universo fantasy/western dove agiscono bounty hunters alla "Vampires" e si ritrovano elementi fantascientifici evidenti soprattutto nella concezione di design della roccaforte della Contessa Carmilla (personaggio femminile di delizioso sapore di Le Fanu e ambiguo riferimento alla figura di E.Bathory).Il tono del racconto è multiforme,capace di passare da momenti di grande atmosfera orrorifica,screziati da una poesia malinconicamente "nera", a scene di grande dinamismo, con combattimenti entusiasmanti fra creature leggendarie.
Alcuni "villans" che si opporranno alla prode impersa di D sono superbamente concepiti e saggiamente polimorficamente mutati,alcune ambientazioni sono granitiche e monumentali,ad esempio l'arrivo alla rocca della "Contessa del Sangue" (Carmilla) è un qualcosa di visivamente immenso letteralmente.
A tutto quello che questo film rappresenta,si aggiungono le decadenti,incantevoli,magistrali sinfonie musicali del GRANDE compositore Marco D'Ambrosio,che dimostra definitivamente che nel frastagliato panorama italiano alcuni giovani compositori vengono tenuti d'occhio dal "sol levante".

In definitiva,
Vampire Hunter D Bloodlust è una poetica novella "save and rescue,una profonda immersione cupa e malinconica,un originale matrice di originalissime visioni e una bellissima storia d'amore con un finale che non potrà non far commuovere anche il più picaresco degli spettatori.
E come al solito a me non resta che caldeggiarvene la visione al più presto.

D Alexander13

+Psicodromo+Gritos En la Noche #Xfile 02

Jigoku aka The Hell
Regia-Teruo Ishii

Japan-1999
Cast:Miki Satoh, Michiko Maeda, Nozomi Saitoh, Yutaka Hiramatsu

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Rika è una bella ragazza di 16 anni,un giorno decide di iscriversi per curiosità in una classe di yoga.....sventuratamente senza saperlo, la dolce ragazza, entrerà negli ingranaggi soffocanti e stritolanti di una setta religiosa, capitanata farloccamente da Kasahara, santone e leader della setta. Rika diverrà figura simbolo del culto e realizzerà con indicibile orrore in quale perversa dottrina si è inavvertitamente avventurata, il santone leader della setta Kasahara violenterà innumerevoli volte le altre ragazze già indottrinate al culto,Rika tenterà la fuga ma....
Un giorno una vecchina accompagnata da un giovane studente del liceo fermerà Rika per strada e le dirà "La tua vita si sta per trasformare in un disastro"...."Vi è un solo modo per evitare il disastro...devi fare una esperienza che ti cambierà la vita"....
"UN VIAGGIO ALL'INFERNO !!! "
Rika accetta di fare questa avventura ma,arrivata alle porte dell'inferno alcuni peccatori la aggrediscono...
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Ci troviamo in questa sede,ad analizzare e a "sezionare" una pellicola con un plot estremamanete catalizzatore,tanto che "Jigoku" può vantare ben due effettivi Remake...

un saggio su una infernale ossessione strutturale : ecco cos'è Jigoku 99, brillante remake/tibuto dell'omonimo capolavoro, recentemente restitutito ai fasti del colore di Nagasawa Nobuo.
La personale visione degli Inferi di Ishii,è ripartita con impeccabile inflessibilità in due crude parti : - il primo svolgersi narrativo è ispirato ai luridi e abominevoli atti criminosi di un giovane pedofilo che successivamente, impietosamente,sarà trascinato e poi torturato senza alcuna misericordia nei gorghi del Tartaro giapponese da untuosi demoni...
-mentre, la seconda parte,"è dedicata" ai crimini di una setta religiosa "vagamente ispirata" all'ordine Aum Shinrikyo ("Ordine della suprema verità") responsabile dell'atto terroristico nella metropolitana di Tokyo avvenuto negli anni 90.
La particolarissima dis-visione Ero-Guro° dell'Inferno (jigoku) del "re del cult"Ishii è realmente sfiancante, sprezzante, sadica, genuinamente malvagia, nefanda, sporca, perversa, tuttavia incredibilmente affascinante...A darci il benvenuto presso i cancelli mistici e "vaginali" dell'eterno oblio, "erebe"caricature Di Oni, minacciosi e giganteshi demoni della tradizione taoista-sciamanica, peccatori dalla pelle albina, infernali e sadici Orchi, e infine ma ciò non di meno minor importante, colui che regge con pugno di ferro le legioni infernali e che sentenzia con impassibilità gli atroci supplizi dei peccatori : "Lord EnMa", divinizzazione ermafrodita, spietato giudice ma al contempo compassionevole "vecchina"....
La visione di Ishii dell'inferno, è esplicita e senza fronzoli, è una atmosfera di opprimente e sfiancante asfissia e sporcizia, è un cinema crudo quello del Re del Cult, teso allo spasimo, costantemente in equilibrio tra genialità, cialtroneria e kaiju. Jigoku è una pellicola flemmatica, una delirante pittura giappo-fiamminga, una cromatica miscela alchemica di incantevoli atmosfere (seppur opprimenti), dove il disagio dello spettatore cresce progressivamente innanzi a un mondo apparentemente in fase di mutamento, ma dove realmente non cambia nulla.Muovendo dunque da tematiche che lo affascineranno in quasi tutta la sua filmografia,il prolifico Ishii ha scelto di rappresentare il "Jigoku" con un esasperato sadismo iperviolento, e volutamente poco realista, una narrazione inquieta e inquietante, un palpabile senso di disagio e alcune fugaci intermittenze di soft-core, fanno di Jigoku un saggio su una infernale ossessione,strutturale.
Ishii, crea visivamente e magistralmente una promiscuità sanguinea di colori che danzano dinnanzi allo spettatore che inerme e ammutilito, sonda visivamente le profondità dell'inferno stesso....accese tonalità vermiglio, tenui blu-cobalto, verdi opacizzati, infestano meravigliosamente il japan movie di Ishii, la pellicola fagocita letteralmente lo spettarore che come un moderno Dante, percorre e incorre nella cattura visiva iconoclasta della pellicola stessa.
Parte indubbiamente rilevante nella pellicola è riservato alle interpretazioni dei peccatori e alla bruzzaglia degli orridi Orchi, che danzano con movenze teatrali intorno agli sventurati peccatori che dovranno poi essere tormentati per l'eternità nelle visciere dell'inferno Ishiano....-Dato che il movie è stato concepito "teatralmente", è posta molta cura e attenzione alle espressioni facciali e nelle recitazioni "roboanti". Distaccata comparsa del film,la presenza di un samurai, etereo, fantasma, stanco, "eroe di passaggio", forse un auto-riferimento all'omonima opera cinematografica "Jidaigeki: Bohachi Bushido"lo spadaccino errante mercenario" (Porno Period Drama: Bohachi Bushido,1973). Il "Re del cult" Ishii, crea un intreccio di richiami sul significato di visione e sguardo nell'epoca mediatica del presente, si compiace (pur non privo di morale) nel far compiere ai suoi personaggi diabolici supplizi e torture sui malcapitati peccatori, sentenziando definitivamente che, nel "suo" Inferno, non vi è spazio per "il dolore psicologico o intospettivo, filosofeggiante nella nostra cultura " ma bensì, solo la promessa di una dimensione di terrore eterno e di crudeli torture può farci riflettere sul nostro cammino da vivi.
A me non resta che caldeggiarvene la visione al più presto...
notes------------------------------------------------------------
L’ero-guro -è il termine è un amalgama anglo-giapponese di erotico e grottesco- fiorì come movimento letterario e artistico negli anni Venti e all’inizio degli anni Trenta. Uno dei suoi maggiori rappresentanti fu Edogawa Rampo (Hirai Taro, 1894-1965), un famoso scrittore che si specializzò in racconti misteriosi e bizzarri, molto simili a quelli del suo idolo Edgar Allan Poe, da cui prese il nome d’arte.

Alexander13



[D]eadly [S]tupid [V]enoms #1





+Psicodromo+ file 003 : Van Helsing





Il film che ho scelto, il mio gulty pleasure è Van Helsing
film d'azione del 2004, scritto e diretto da Stephen Sommers, con Hugh Jackman e Kate Beckinsale. Il film, prodotto dalla Universal Pictures ed è basato sull'omonimo personaggio del romanzo Dracula di Bram Stoker (anche se il nome del protagonista nel film è cambiato in Gabriel Van Helsing,

Oltre al Conte Dracula, antagonista di Van Helsing, nel film compaiono anche il dottor Jekyll e Mister Hyde, il mostro di Frankenstein e l'Uomo lupo, e tutte le atmosfere gotiche del cinema anni sessanta-settanta.

Il film costituisce un omaggio ai film Al di là del mistero (House of Frankenstein, 1944) e La casa degli orrori (House of Dracula, 1945) prodotti dalla Universal, nella quale figurano Dracula, il mostro di Frankenstein, l'Uomo Lupo, lo scienziato pazzo e l'aiutante gobbo[1].



st
o leggendo la wiki ma vi assicuro che non ce n'è bisogno 
allora da dove iniziare esattamente?
dal contratto della Universal? o dal contratto tra il barone victor von frankenstain e dracula?

io direi che per avvincinarsi al rutilante delirio visivo di Sommers c'è da puntualizzare un paio di cose prima,

forse non tutti sanno che c'è sempre stato un tacito accordo tra Universal e i classici mostri

I mostri della Universal sono personaggi cinematografici protagonisti di famose serie di lungometraggi di genere horror e fantascientifico prodotte dal 1923 al 1956 dalla Universal; i personaggi protagonisti di questa serie di film come il Conte Dracula, il mostro di Frankenstein, la mummia, l'uomo invisibile, l'uomo lupo, il fantasma dell'Opera, il mostro della Laguna Nera e la moglie di Frankenstein, con le loro particolari caratterizzazioni, sono entrati nell'immaginario collettivo e diventati protagonisti anche di film di altre case di produzione, che realizzarono numerose versioni e variazioni sul tema.[1][2] Nel 2014 la Universal programmò un reboot della serie, chiamato "Dark Universe", con l'intenzione di creare un nuovo universo cinematografico condiviso dei suoi personaggi, ma a causa dello scarso successo dei primi due film, Dracula Untold e La mummia, venne poi sospeso.[3][4][5]



una roboante giostra degli effetti speciali e della C.G.I, una kermesse non-sense barocco-ottocentesca assolutamente auto-referenziale, una pretesa citazione raramente a tema, un convulso mostro cinematografico onnivoro che spesso garantisce allo spettatore una impalcatura tutt'altro che originale ma perlomeno stabile in una involuta alternanza di smargiassate gratuità fino alle estreme conseguenze cialtronesche.
Mi sono posto una lecita domanda prima di "affrontare" la seducente pellicola che impreversava imperterrita nelle sale italiane da circa una settimana..."[S][G]Ma,sarà possibile riunire in un unica pellicola,le tre più celebri creature della Universal degli anni Quaranta quali Dracula, il mostro di Frankenstein e l’uomo lupo?" [/G][/S]Dracula, il mostro di Frankenstein e l'uomo lupo sono tre dei più noti personaggi dell'orrore letterario. Tutti e tre hanno avuto svariate versioni cinematografiche, spesso di successo. In più di un'occasione si erano anche ritrovati nello stesso film (come nei due "[G]Dracula contro Frankenstein" di Al Adamson e Jesus Franco, o nella "House of Frankenstein" del '44[/G]) Sembra proprio che Stephen Sommers ("Padre" di questa adorabile fracassona pellicola) si sia posto la stessa fatidica domanda e che questo "dilemma realizzativo",l'abbia attanagliato fino al punto di tentare una impresa così "alta" da voler continuare a tutti i costi l'opera di 'rifondazione' degli archetipi del nostro immaginario collettivo, dopo il successo (non certo di critica) ottenuto dalla saga della Mummia, e prima ancora dalle sue rivisitazioni del mondo di Tom Sawyer e del Libro della Giugla. Sulla carta Van Helsing è una bellissima sfida e un obiettivo cinematografico ambizioso e difficile da conseguire in nome di una ricercata originalità se non dei contenuti e dei personaggi almeno in un intreccio narrativo che garantisse un elevato entertiment fine a se stesso,in pratica il rindondante racconto di Sommers traccia nuovi confini e ha il coraggio di dimostrare e di porci una scomoda domanda : "i cosidetti filmoni smaccatamente improbabili di Hollywood, che regolarmente ci infligge ogni settimana inflessibilmente sono poi così lontani e diametralmente opposti dal suo pargoletto concettuale e sperimentale volutamente farlocco...?".... [S]Matrix,l'Uomo Ragno,Daredevil,L'ultimo dei Samurai,Troy[/S]....sono poi così distanti dalla scanzonata rivisitazione burlesca di Sommers...? 

 

 La pellicola di Sommers non ha alcuna egocentrica pretesa stilistica o inventiva,vuole semplicemente essere,(smaccata analogia con la creatura del Barone Frankenstein) viva !.... E senza dubbio la fastosa e buffa pellicola del regista almeno ha un enorme merito,diverte e infischiandose allegramente scavalca ogni concezione di spazio e di tempo, logiche e verosimiglianze, mescolando il reale al fantastico, il fantastico al fantastico, attingendo a piene mani tra tutto lo scibile umano senza distinzioni di sorta, in un frullato meta-artistico, meta-storico, meta-fisico dove nulla è escluso e tutto è possibile. Personaggi letterari che si incontrano per combattere un nemico comune il Conte Dracula; serial killer cinematografici che si fronteggiano infrangendo tutte le leggi della fisica e della gravità ; mostri sacri che si combattono e si alleano. Insomma, la più coerente rappresentazione dell’era del postmoderno. Coerenza dell’incoerenza, in cui un ruolo di primo piano lo interpreta il kitsch con tutte le sue mille declinazioni, deformazioni, degenerazioni, un gioco che si diverte a creare e percorrere i più improbabili sentieri all’interno di un immaginario fantastico, regressivo e infantile che appartiene, bene o male, ad ognuno di noi. Sarebbe stato un errore madornale,dare una logica interna ad un racconto laddove il bello è proprio che logica interna non ce ne sia, essendo già data per scontata a priori. Sommers,è l'alfiere del cinema dell'eccesso,
per me sommers incarna perfettamente la condizione del cinema americano anche di questa epoca, disorientato e ormai indiscriminatamente incrociato con tutti gli altri mezzi di comunicazione e di spettacolo, un certo tipo di cinema sembra perdere progressivamente la sua identità, senza riuscire ad acquistarne un'altra.
Sospeso in una zona mutante e grigia, forse condannato ad una fluidità senza fine, lo spettacolo cinematografico contemporaneo tende a liberarsi di ogni limite e guida. Van Helsing incarna perfettamente questo smarrimento coatto, tracciando esemplarmente una bozza in senso negativo della crisi del racconto e della messa in scena nel blockbuster contemporaneo.
Non "regista" untuoso termine per tracciare un contenimento da mestierante,ma "shooter",artigiano della improvvisazione frenetica e a volte sfincante nella sua estrosa ripetitività.Per Sommers il film sul noto cacciatore di mostri partorito dalla geniale mente di Bram Stoker poteva quindi rappresentare l’occasione di adattare lo stile spettacolare e avventuroso di La mummia ad un immaginario ottocentesco dalle tinte gotiche e fantasiose. La straordinaria bravura degli effettisti dell’Industrial Light & Magic avrebbe fatto il resto. Inutile quindi nascondersi dietro finte palizzate,se si tratta di cinema di serie A o di serie B... --------------------------------------------------------------------------------------------------- THE MAN BEHIND THE LOOK Nel romanzo di Bram Stoker Dracula (1898) Abraham Van Helsing è un anziano scienziato europeo che segue meticolosamente e caparbimente le traccie del malefico Lord Transilvano cacciandolo fino allo stremo costringendolo,nel fatidico scontro finale.Nello sfarzoso "party monster" Van Helsing' il regista Stephen Sommers opta (saggiamente?)di cambiare il personaggio principale,il baluardo della luce : lo ribattezza Gabriel Van Helsing,( forse il figlio ?) gli conferisce la giovanile prestanza di Hugh Jackman,lo trasforma da mite e occhialuto scienziato lungimirante a ignorante illetterato e ne fa una sorta di bounty killer in zimarra-palandrana di cuoio e cappellaccio alla Indiana Jones. Al servizio del Vaticano, definito l'ultima speranza contro il male, il pistolero fin troppo umano è adibito alla caccia dei mostri. In questo contraddittorio rapporto fra fedeltà alla tradizione e pulsioni postmoderne sta la chiave di un film stucchevole e frastornante che si potrebbe definire una sovrastruttura pomposa e fracassona,un comic movie di nefanda architettura stilistica e narrativa.... --------------------------------------------------------------------------------------------------- THE STORY... Inizio in bianco e nero, puro stile classico della Hammer Production, con tanto di Dracula (Richard Roxburgh / Moulin Rouge), il Dr. Frankenstein, il suo mostro e l'immancabile Igor. Dopo il prologo in bianco e nero che vorrebbe ricordare il "Frankenstein" di Whale ma sembra quasi una copia sbiadita del "Frankenstein Junior" di Mel Brooks,quindi è la volta di Van Helsing (Hugh "Wolverine" Jackman), a colori, che si presenta subito dando la caccia niente popò di meno che a Mr. Hide,fronteggiandolo pindaricamente ed empiricamente sulla bellissima notturna Notredame (fracassandone peraltro il rosone centrale del 13° secolo).... E già in queste sporadiche sequenze si afferra completamente la natura della pellicola,omaggio demenziale alla computer graphic e della irrealtà fisica. Pura estasi visionaria.... Sommers,prosegue la "narrazione" utilizzando le più stereotipate lussureggianti "cazzate" che il cinema ha partorito negli ultimi 50 anni : fecendo ampio uso delle cosidette "fasi preperatorie dell'eroe" di assoluto spessore inesistente,banali,piatte,scontate,grossolane,ovvero (1)"il ritorno al quartier generale" (Il Vaticano)(2)l'immancabile "lavata di testa" da parte di un priore di San Pietro (per via della vetrata della cattedrale di NOTREDAME...) (3)"La chiamata" a compiere una nuova pericolosissima missione che si dipanerà attraverso le malelande rumene,per giungere in soccorso di una principessa zingara Anna Valerious fiera avversaria da generazioni del malefico Conte e della sua fetida stirpe,(4)la "presentazione del personaggio parodistico e "ironico" seppur animato da nobili intenti, (un ibrido svogliato tra Mr.Q,l'armiere di 007 e Adso,monaco postulante del capolavoro di Annaud,il Nome della Rosa),e infine ma ciò non di meno importante,l' immancabile "vestizione dell'eroe" con arsenali e gingilli vari SEMPRE utili alla situazione e mai utilizzati a sproposito,balestre,aglio crocefissi,acqua santa e l'indispensabile oggetto "l'ho creato ma non ho idea di come ti possa servire alla causa"...insomma un melting pot strombazzante,confusionario e fuorviante....adorabilmente ingenuo e sciocco. L'infantile bambocciata di Sommers,(ormai consumato dalla totale frenesia action) prosegue con genuine location cartapestose,le citazioni dal tenebroso villaggio espressionista della Transilvania,ruba furbescamente le inquadrature alla cult movie di Raimi "ARMY OF DARKNESS",(i villici rumeni che timidamente si avvicinano a Van Helsing cercando di catturarlo-fino al palese plagio : Anna Valerious troneggia sul bordo del pozzo simil-Raimi e blocca la marmaglia prima dell'assalto contro l'eroe) Gli ambienti sontuosi del castello dove stavolta Dracula passeggia su per le pareti come faceva danzando Fred Astaire...Perché il furore onnivoro del regista non resta nei confini del genere, ma succhia avidamente e si nutre da dove gli pare, incluso 'Ombre rosse' da cui copia un assalto alla diligenza. Tranne che qui i nemici non sono gli indiani, ma le spose di Dracula in figura di arpie svolazzanti.E Dracula...? come mai potrebbe essere rappresentato il fulcro delle più solide paure ultraterrene dell'intera popolazione rumena...? è presto detto...: Van Helsing annovera tra i suoi drappeggi consumati e rattoppati,l'interpretazione più pallida e trasparente che la figura del conte abbia mai ricevuto da un "attore"...tanto che sembra a tratti di trovarsi di fronte ad un orrdo incrocio fra R.Taylor R.Zero...spaccone,stupido,cialtrone,senza il minimo fascino e la minima carica sessuale,un pupazzone isterico che volteggia,annaspa in dialoghi di nobiltà arlecchinesca e over-acting...una burla vivente,un misero pagliaccio e degno conducente di questo circo di senilità giovanile.Non soffermiamoci oltre su questi aspetti della pellicola poichè le citazioni si sprecano...da Gremlins a 007 da Star Wars a Alien...incredibile accettarlo ma è proprio così... [G]Insomma,inutile dilungarsi oltre VAN HELSING è l'entertainment pensato, nato e (tra un po') sepolto per far divertire un pubblico di tutte le età,forse dopotutto l'unico grande maldestro difetto della tenera creatura demente di Sommers è quella di presentarla ad un pubblico di mastini inferociti già succubi e dipendenti da cazzate di inumane proporzioni...ma ancora vagamente intelligenti da saper distinguere cosa sia eccessivo o no...[/G] Io ho amato questa pellicola e sono certo che ED WoOd da lassù in alto sia perfettamente d'accordo con me.


Alexander Bava

(S)uspiria (N)ella (N)otte

Il mio orologio da tavolo. Questa sera la solitudine si fa sentire più del solito, nonostante la manciata di psicofarmaci ed ansiolitici che ho ingoiato. Non è vero.
Questa è una di quelle serate, o sarebbe meglio dire nottate, in cui sento il bisogno di una persona accanto a me. In cui vorrei dormire con qualcuno. Poter sentire il suo calore, il suo respiro lento e regolare mentre dorme. Il profumo che amana la sua pelle. Potermi svegliare la mattina prima di lei, e guardarla mentre ancora dorme. Alzarmi e vederla negli occhi. Ho voglia, ho bisogno di qualcuno di cui prendermi cura, da amare, con cui dividere i momenti della mia vita. Piccoli e grandi, tristi e felici, stupidi e insulsi.
Curioso che questo pensiero mi assalga a quest'ora di notte... Forse sono successe troppe cose ultimamente che mi hanno fatto riflettere.
Forse spero, ancora una volta, di aver trovato qualcuno che possa entrare nella mia vita. Forse. Sento il bisogno di aprire il mio cuore a qualcuno, condividere emozioni e segreti, guardarci negli occhi ed essere vicini, uniti in spirito. Sarà ancora possibile? Dopo tutte queste delusioni, in questo mondo assurdo e ridicolmente folle? Voglio sperare, voglio credere di sì. E questa sera, in una casa che la notte pare troppo grande, troppo silenziosa, mi addormenterò pensando di avere qualcuno al mio fianco. Salvo poi svegliarmi domattina, coi primi raggi del sole che spazzano via impietosamente questa mia illusione e mi riportano alla cruda realtà.
Ma, almeno per questa notte, voglio sognare e questa notte vi ho aperto uno squarcio sulla mia anima e vi ho permesso di guardarvi dentro.
Sono una creatura di freddo metallo e circuiti ed olio lubrificante, che ambisce disperatamente al calore umano. Sono un androide poeta maledetto in cerca della sua musa. Ed ancora una volta sognerò di averla accanto.

(U)omini di (L)atta

Solo una breve riflessione sull'umanità, inteso ciò che ci rende umani.
Io sono un uomo di ferro ed ambisco all'umanità. Vivo in mezzo a uomini di carne, che si definiscono tali. Che danno per scontato l'essere "umani". Ma cos'è, da cos'è data in fondo l'umanità? Non certo da un diritto di nascita direi io.
Non basta appertenere al genere umano per potersi dire pieni di umanità. Non vi bastano tutti i mostri che hanno infestato la nostra storia fino ad oggi? Tutti umani, nati da madre umana.
Più semplicemente, oggi abbiamo perso di vista cosa significhi vivere e vivere da uomini, dignitosamente. Troppi sonnambuli in circolazione, troppe persone che credono di vivere, di essere umani ed invece recitano in uno squallido teatrino dove tutto è già visto. E chi può giudicarci? Chi può permettere di giudicare un'altro uomo, un'altro essere vivente e dare dei giudizi definitivi su di lui? Nessuno. Eppure lo facciamo tutti. E quel che è peggio giudichiamo sulla base di come si appare, di quanto si possiede, del potere che si può esercitare o del "successo" che si è raggiunti. Ma dentro? Cos'è rimasto dentro? Spesso, desolatamente troppo spesso, il vuoto. Polvere. La perdita dell'umanità. Sarebbe bello vivere in un mondo in cui si cercasse di capire e vedere gli altri col cuore, anzichè con squallidi metri precostituiti. Ma è davvero utopico. Vale però la pena di sperare, e cambiare noi stessi, perchè solo così qualcosa dei "massimi sistemi" può migliorare. Voglio sognare un mondo dove l'umanità è data dalle proprie azioni, dai pensieri, e dai sentimenti espressi, null'altro. Basta con le apparenze. Un mondo dove nulla è dato per scontato. E se in questo ipotetico mondo vi imbatterete in T-E-T-S-U-O l'uomo di ferro, e guardandolo negli occhi riuscirete a scorgere l'uomo dentro la macchina, dietro al ferro arrugginito ed ai circuiti ossidati, allora lui ve ne sarà grato e vi sorriderà. E non sapendolo vi sarete fatti il dono più grande che mai potreste avere: quello della consapevolezza e della capacità di vedere oltre ai vostri occhi. Il dono della verità.
Io sono un uomo di latta e attendo un passaggio a rovescio sul Galaxy Express 999, affinchè possa un giorno essere umano come voi.
Per sempre.

oil remove shred and tear radiation vapor
it's the fear so unclear man in motion going nowhere
in our homes stuck in the face spread the word to the populace
yellow journal yellow journal set the pace feel the rage
manifestations of a sort so insidious off the point
simple solution never confusion sport a gun kill a cop
crazy world of weary thought so receive me had enough
lock me up lock me up
rot and assimilate so hot to annihilate
deviation tonic mess prolonged existence innocence
is he who speaks isn't weak wheelchair virtue so to speak
bubonic plague the truth of aids immunity avoid decay
in the trench of pestilence the bible screams announce your faith
mutterings of death to bring suffocate a newborn thing
degradation of an age venereal it's all sensation
protect design the moral plan infallible as propaganda
completely black with no steps back
hot to assimilate we'll rot or annihilate
agony profusely stains the inner thinking of the brain
accusations clanking chains experiments with the groans of pain
all prefer no one blames the terror in an animal's screams
in cages our future - the answers insane


Skinny Puppy _ Assimilate

(M)acroscopie e (O)roscopi

Vorrei tanto scrivere qualcosa di bello, di unico, di pregno di significato. Ma non mi viene nulla. Oggi è una strana giornata autunnale fuori dal tempo.
C'è un silenzio irreale, ovattato. La giornata è stata assai bizzarra metereologicamente parlando, dapprima calda lievemente fastidiosa, ora è diventa freddina e inospitale.

Freddo e tutto il mondo (o perlomeno il mio mondo) pare essersi congelato in un unico istante, fermo, che ripete se stesso. Un'altmosfera quasi onirica, mi sembra di vivere in un universo tangente la realtà, che la sfiora ma non la attraversa veramente mai.
La realtà stessa pare rallentata, dilatata.
E' una strana sensazione, quasi come essere nel regno dei sogni. Ma dopotutto è solo una fredda giornata come tante. Ma c'è qualcosa nell'aria, quasi una sensazione di attesa... Speriamo porti a qualcosa. Mi sento quasi come se mi si stesse risvegliando un sesto senso animale. Una sensazione di sintonia con le cose che mi circondano... Strana sensazione, suggestione forse. Non resta che vivere anche questa giornata e vedere se e cosa ci porterà.
Per ora restano ricordi ovattati e la stramba sensazione di essere nel cast della famosa serie Tv "Twilight Zone" [I Confini della Realtà].

Alexander "e tutto procede al meglio"

+Psicodromo+ file 008 : Suicide Club

Jisatsu Circle aka Suicide Circle
Japan 2003
Director: Sion Sono (Shono)

Cast:
Masatoshi NAGASE- -Ryo ISHIBASHI -Akaji MARO -Tamao SATO -Mai HOUSYOU
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"26 maggio. Stazione metropolitana di Shinjuku, a Tokyo. Il classico viavai di persone che affollano costantemente le strette banchine di passaggio, la vita di tutti i giorni che si incontra, si saluta e prosegue oltre.Tanti studenti si radunano alla fermata per fare ritorno alle proprie case dopo un’intensa giornata di studio e di attività post-scolastiche. Ragazzi vivaci, che chiacchierano rumorosamente in attesa del treno, scambiandosi battute e pettegolezzi in spensierata libertà. Poi il convoglio si avvicina. Riecheggia il canonico annuncio che ammonisce i passeggeri a restare dietro la linea gialla di sicurezza. Tuttavia, come un gigantesco serpente, un nutrito gruppo di studentesse d’improvviso forma una catena umana che si avvicina pericolosamente al bordo della piattaforma, tenendosi tutte per mano. Poi, come per gioco, le ragazze si incitano a vicenda e si proiettano sui binari della ferrovia, pochi istanti prima che la metropolitana sopraggiunga e le travolga, compiendo un massacro. Cinquantaquattro liceali, come in seguito riporteranno i notiziari, in una manciata di secondi hanno trasformato una stazione della metropolitana in un bagno di sangue senza motivo apparente, mentre nel caos che si scatena successivamente al tragico evento qualcuno abbandona una piccola e sporca borsa sportiva bianca. E, nonostante la feralità degli accadimenti, l’impietosa televisione continua a mandare in onda a ripetizione i video di un nuovo gruppo musicale di adolescenti chiamate Dessert (?) ,i cui motivetti allegri stridono rumorosamente contro l’orrida visione dei corpi smembrati delle ragazze." Oltre alla tragedia della metropolitana, i telegiornali di tutto il Giappone riferiscono di altri misteriosi suicidi avvenuti nel medesimo giorno...contemporaneamente alla pila di cadaveri che va accrescendosi sempre più, si moltiplicano anche i rinvenimenti delle inquietanti "borse bianche", il cui contenuto viene esaminato da una squadra speciale di tre agenti capitanati dal comandante delle forze dell’ordine in persona, il sovrintendente Hagitani gli ispettori Murata e Kuroda. I tre uomini di legge scopriranno con indicibile terrore che gli strani "rotoli" morbidi all'interno delle bag bianche, altro non sono che "rotoli di lembi di pelle umana" rilegati a mò di scioccante gomitolo epidermico.... Inizieranno sconvolgenti investigazioni e altri macabri rinvenimenti prima di giungere alla orribile realtà... Quali possono essere le cause di simili orridi suicidi collettivi...? Un misterioso culto dedito alla morte...? Una delirante e sconvolgiente moda giovanile...? Oppure ciò che si delinea è la successiva de-evoluzione dei ragazzi giapponesi..? scheggie di consumismo impazzite che decidono di porre termine alle loro vite poichè il mondo degli adulti ha gia abbondantemente svezzato una generazione di falliti...? ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Preludium of Hellz : [ C]"Dopo lo scandalo suscitato dalla pirotecnica pellicola “Battle Royale”, ecco un altra preziosa visione nipponica che ha fatto molto discutere per le tematiche trattate e per la violenza iperrealistica messa in mostra. 50 studentesse liceali decidono di porre fine alle loro vite, le fanciulle sigillano un patto di sangue con sorella morte e si suicidano in massa gettandosi sotto la metropolitana in corsa. L’opinione pubblica è pietrificata e la polizia non sa come indagare sull’accaduto. Progressivamente pare diffondersi l'assurda "moda del suicidio" fra i giovani e si inizia a vociferare al riguardo di un fantomatico “Suicide Club” che vanta anche un sito internet. Chi si cela dietro questa catena di morti ? C’è un piano segreto, oppure si tratta di follia collettiva?"[/C] Questo preludio di terrore è solo l'anteprima più spicciola di ciò che il poliedrico*director Shono costruisce ed edifica in Jisatsu Circle con inflessibile ferocia visiva. Con un stile cupo, costeggiato da una profonda autocritica verso la propria società giapponese, Sono realizza oltre che un disturbante panorama giovanil-nipponico, un manifesto cosmpolita di genuinità tagliente e di indigesta prospettiva. [G]L'opera narrativa del regista è probabilmente riassumibile e riconducibile a due aspetti che irrompono e che si sedimentano nella civiltà sociale giapponese dei nostri giorni. Alienazione e Disagio. [/G]Le chiavi di lettura di questa oltraggiosa pellicola nipponica sono iscritte sebbene parzialmente a una triforza di aspetti che si radicalizzano e si sedimentano nella cultura moderna nipponica : in Primis, Sono contempla e ci regala una distorta (?) visione dell''imperante disagio giovanile che fagocita le nuove generazioni giapponesi,"disagio" generazionale, costruito e sorretto da madre tecnologia : nuove caste giovanilistiche vengono circondate e assediate (e in parte lusingate) da una moltitudine scintillante di gingilli cyber-tecnologici dalle più svariate forme e dimensioni, ecco che dunque [G]semplici oggetti consumistici diventano preziosi cimeli con i quali assaporare una nuova religione fondata sulla lubricità e sul piacere del possesso e della morte.[/G]Sono regala allo spettatore una visione deleteria e frammentata della realtà giapponese dei nostri giorni, concepisce un macrocosmo di consumismo sfrenato che divora e si insinua nelle menti odierne delle generazioni di giovani giapponesi : scarpe, vestiti, accessori, gli ultimi ritrovati cyber-tecnologici,tutto scatena e alimenta nei ragazzi l'impulso irrefrenabile e incontarastabile di avere, di possedere, di apparire ancor prima di essere,[G] e la disumanizzazione estrema di tale fenomeno, è proprio quella di trasformare il suicidio in qualcosa che si concretizzi come un rituale "cool" e oltremodo "griffato, nell’ultima e definitiva trasgressione, cercata e agognata proprio come se si trattasse di un paio di jeans firmati o del videogame più gettonato del momento.[/G] La mercificazione selvaggia e il cannibalismo consumistico sono i punti focali di questa disturbata visione di "ogivale" follia, eppure l'estro creativo del regista è più marcatamente profondo e provocatorio di queste parentesi. Altro aspetto che viene assaporato durante la visione di Suicide Circle è "l'isolamento" con la successiva (ovvia) alienazione di queste suddette generazioni "bruciate" violentate, possedute da migliaia di ammenicoli e orpelli tecnologici eppure assolutamente vergini nei rapporti interpersonali e cominucativi, quasi vi fosse un totale incapacità ad esprimersi se non grazie alla teconolgia che assume e assurge ruolo di protesi estensiva necessaria e vitale per ogni tipologia comuicativa.[G]Necessaria alla comprensione di quanto ho scritto è la scena nella quale un giovane si fa precipitare sulla ragazza che ama profondamente fin dalla più tenera età, segnale di pura follia o gesto di irreale amore...?[/G]Rilevante e fondamentale al concepimento strutturale della pellicola è poi la componente musicale-sociale denominata "IDOL". (nella pellicola vi è anche una falsa citazione di un attuale gruppo IDOL giapponese le MORNING MITSUME ) Un fenomeno inquietante e subdolo che lambisce nuove generazioni imponendo loro modelli femminili sempre più irreali e incorporei,pericolosamente over18. Questo sintomo è amplificato oltrmodo da tutto ciò che già si concretizza nelle menti delle giovani generazioni,[G]l'oracolare web e l'omnipresente Tv sono responsabili di un progressivo staccamento dalla sfera reale,fino al concepimento di una vera e propria "passione per il suicidio" [/G]che intaccherà anche il placido mondo adulto con il proseguo dell'incipit narrativo. La scottante tematica del suicidio è trattata in bilico fra serietà cupa e drammaticità e delirante ironia nerissima,con qualche intervallo di dislivello, costituito dai brevi e fugaci istanti di canzontette idol-pop che comunque non smorzano l'atmosfera di minaccia e di opprimente alienazione che alberga nella pellicola. La macchina da presa Di Shono opera in maniera frenetica e mescola,uno stile classico con stile pseudo-documetaristico dal taglio sporco e nervoso con l’ausilio di una fotografia trasandata ma efficace, si va delineando una pellicola con uno stile episodico graffiante e oscuro, di impatto e di riflessione al contempo. [G]Suicide Circle è una pellicola di segnale di denuncia e di allarme,[/G]è un accenno al divario generazionale fra i pargoli aspiranti suicidi e la generaione adulta che non riesce a priori ad accettare la realtà sociale macabra e oscura che li circonda, nonostante siano loro i primi diretti responsabili di una simile assurda scelta di morte. L'opera di Shono è una scioccante e illogica pellicola che catapulta lo spettatore in una dimensione di violenza iperrealista tremendamente reale, le tragicomiche scelte giovanili di morte vengono descritte graficamante facendo un uso generoso di mirati effetti splatter, (la scena della metropolitana è un qualcosa di inenarrabilmente sublime) Utilizzando vie non convenzionali,(proprio come il Battle Royal di Fukasaku) Shono cerca di lanciare un chiaro messaggio allo spettatore : "in questa società, nella società giapponese, nell’utopistico mondo perfetto come qualcuno vorrebbe farci credere che fosse, c’è qualcosa che non va." Ottime prove recitative di tutto il cast,Hideo Sako, già apparso in altri film di Sono e in due lungometraggi di Takashi Miike, Tengoku Kara Kita e Otoko-tachi e Koroshiya (conosciuto all’estero come Ichi the Killer), Akaji Maro (L’Estate di Kikujiro, Kill Bill Vol.1),Masatoshi Nagase – (Mystery Train, Luna d’Autunno) e Ryo Ishibashi –(Audition, Brother). Come sempre a me non resta che caldeggiarvene la visione.
Alexander13 "Mail me"

* (alterna la propria carriera cinematografca "seria" con una scanzonata produzione registica di lungometraggii Gay porno)

(S)inergie di un '(A)nima (T)umefatta

"Gli uomini e le donne non conoscono l’amore.
Quello che essi scambiano per amore è un insieme di molte cose, legate alle emanazioni dell’energia del plesso solare, e motivate e sostenute da bisogni personali legati a condizionamenti, a traumi subiti, a vissuti del passato".

Every man I ever knew
Every woman I ever had
Is gone

Everything I ever touched
Everything I ever had

Has died

Every street I ever walked
Every home I ever had

Is lost

Every flower I ever held

Every spring I ever had

Has died

Everything I ever touched

Everything I ever had

Has died


Amare.
E' ancora possibile? E' ancora immaginabile in questo mondo alla deriva, formulare un pensiero simile? Io credo di sì. Io, mio malgrado, ci riesco... e sono lacrime e sangue che ne scaturiscono.
Io amo. Ma il mio amore da solo è nulla, è incompleto. Da solo ha senso, è vivo e palpitante, ma non andrà sprecato, non morirà dimenticato in un angolo del mio essere? Eppure mi sento così pieno di vita, così forte, nonostante il dolore che tutto mi provoca di continuo, incessantemente. Cos'è che mi spinge a lanciarmi contro i mulini a vento? Che mi fa lanciare nel vuoto senza nessuna garanzia sull'atterraggio? Ha a che fare con l'incoscienza, con la stupidità, oppure con coraggio e nobiltà? Chi sono io, perso tra milioni, per potere avere una risposta? Per arrogarmi il diritto di chiederlo, quando il mio peso nell'economia delle cose, di questo mondo è così misero? No, io sono, io esisto e sono vivo ed ambisco alla gioia, alla realizzazione del se, all'amore della mia amata. Vale la pena soffrire per amore, ha ancora senso lo struggimento romantico tanto caro a scrittori e narratori del passato? Sì, io sono disposto anche a morire per amore. A bruciarmi come una falena troppo vicina alla fiamma, per un unico, singolo istante di felicità ed incondizionato amore, che duri per sempre nella mia mente. Sono disposto a consumarmi per esso. Poco importa se poi finirà, se io finirò. L'unica certezza sarà che io ho amato ed ho vissuto fino in fondo il mio sentimento. E nessuno mai potrà rubarmi questa certezza. In un mondo che mi appare privo di senso, questa cosa sembra l'unica luce, dietro a cui valga veramente la pena di smarrirsi. Forse io morirò per amore, se sarò fortunato invece morirò d'amore. Ma io amerò, senza riserva, senza certezze, senza alcuna paura, perchè solo così non avrò alcun rimpianto e potrò dire di aver vissuto davvero. Ed il sangue, le lacrime, il dolore, la caduta fanno parte di questo nostro teatro di tragedia e commedia che è la vita al pari della gioia, del trionfo, della gloria ed hanno identica dignità. Io sono l'ultimo dei cyber romantici, un Rodolfo Valentino cyberpunk che danza sul raggio di un proiettore, perduto in un'eterna illusione romantica. Non svegliatemi vi prego.

Alehandro "Save a Prayer" Rubicon