+Psicodromo+ file 008 : Suicide Club

Jisatsu Circle aka Suicide Circle
Japan 2003
Director: Sion Sono (Shono)

Cast:
Masatoshi NAGASE- -Ryo ISHIBASHI -Akaji MARO -Tamao SATO -Mai HOUSYOU
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"26 maggio. Stazione metropolitana di Shinjuku, a Tokyo. Il classico viavai di persone che affollano costantemente le strette banchine di passaggio, la vita di tutti i giorni che si incontra, si saluta e prosegue oltre.Tanti studenti si radunano alla fermata per fare ritorno alle proprie case dopo un’intensa giornata di studio e di attività post-scolastiche. Ragazzi vivaci, che chiacchierano rumorosamente in attesa del treno, scambiandosi battute e pettegolezzi in spensierata libertà. Poi il convoglio si avvicina. Riecheggia il canonico annuncio che ammonisce i passeggeri a restare dietro la linea gialla di sicurezza. Tuttavia, come un gigantesco serpente, un nutrito gruppo di studentesse d’improvviso forma una catena umana che si avvicina pericolosamente al bordo della piattaforma, tenendosi tutte per mano. Poi, come per gioco, le ragazze si incitano a vicenda e si proiettano sui binari della ferrovia, pochi istanti prima che la metropolitana sopraggiunga e le travolga, compiendo un massacro. Cinquantaquattro liceali, come in seguito riporteranno i notiziari, in una manciata di secondi hanno trasformato una stazione della metropolitana in un bagno di sangue senza motivo apparente, mentre nel caos che si scatena successivamente al tragico evento qualcuno abbandona una piccola e sporca borsa sportiva bianca. E, nonostante la feralità degli accadimenti, l’impietosa televisione continua a mandare in onda a ripetizione i video di un nuovo gruppo musicale di adolescenti chiamate Dessert (?) ,i cui motivetti allegri stridono rumorosamente contro l’orrida visione dei corpi smembrati delle ragazze." Oltre alla tragedia della metropolitana, i telegiornali di tutto il Giappone riferiscono di altri misteriosi suicidi avvenuti nel medesimo giorno...contemporaneamente alla pila di cadaveri che va accrescendosi sempre più, si moltiplicano anche i rinvenimenti delle inquietanti "borse bianche", il cui contenuto viene esaminato da una squadra speciale di tre agenti capitanati dal comandante delle forze dell’ordine in persona, il sovrintendente Hagitani gli ispettori Murata e Kuroda. I tre uomini di legge scopriranno con indicibile terrore che gli strani "rotoli" morbidi all'interno delle bag bianche, altro non sono che "rotoli di lembi di pelle umana" rilegati a mò di scioccante gomitolo epidermico.... Inizieranno sconvolgenti investigazioni e altri macabri rinvenimenti prima di giungere alla orribile realtà... Quali possono essere le cause di simili orridi suicidi collettivi...? Un misterioso culto dedito alla morte...? Una delirante e sconvolgiente moda giovanile...? Oppure ciò che si delinea è la successiva de-evoluzione dei ragazzi giapponesi..? scheggie di consumismo impazzite che decidono di porre termine alle loro vite poichè il mondo degli adulti ha gia abbondantemente svezzato una generazione di falliti...? ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Preludium of Hellz : [ C]"Dopo lo scandalo suscitato dalla pirotecnica pellicola “Battle Royale”, ecco un altra preziosa visione nipponica che ha fatto molto discutere per le tematiche trattate e per la violenza iperrealistica messa in mostra. 50 studentesse liceali decidono di porre fine alle loro vite, le fanciulle sigillano un patto di sangue con sorella morte e si suicidano in massa gettandosi sotto la metropolitana in corsa. L’opinione pubblica è pietrificata e la polizia non sa come indagare sull’accaduto. Progressivamente pare diffondersi l'assurda "moda del suicidio" fra i giovani e si inizia a vociferare al riguardo di un fantomatico “Suicide Club” che vanta anche un sito internet. Chi si cela dietro questa catena di morti ? C’è un piano segreto, oppure si tratta di follia collettiva?"[/C] Questo preludio di terrore è solo l'anteprima più spicciola di ciò che il poliedrico*director Shono costruisce ed edifica in Jisatsu Circle con inflessibile ferocia visiva. Con un stile cupo, costeggiato da una profonda autocritica verso la propria società giapponese, Sono realizza oltre che un disturbante panorama giovanil-nipponico, un manifesto cosmpolita di genuinità tagliente e di indigesta prospettiva. [G]L'opera narrativa del regista è probabilmente riassumibile e riconducibile a due aspetti che irrompono e che si sedimentano nella civiltà sociale giapponese dei nostri giorni. Alienazione e Disagio. [/G]Le chiavi di lettura di questa oltraggiosa pellicola nipponica sono iscritte sebbene parzialmente a una triforza di aspetti che si radicalizzano e si sedimentano nella cultura moderna nipponica : in Primis, Sono contempla e ci regala una distorta (?) visione dell''imperante disagio giovanile che fagocita le nuove generazioni giapponesi,"disagio" generazionale, costruito e sorretto da madre tecnologia : nuove caste giovanilistiche vengono circondate e assediate (e in parte lusingate) da una moltitudine scintillante di gingilli cyber-tecnologici dalle più svariate forme e dimensioni, ecco che dunque [G]semplici oggetti consumistici diventano preziosi cimeli con i quali assaporare una nuova religione fondata sulla lubricità e sul piacere del possesso e della morte.[/G]Sono regala allo spettatore una visione deleteria e frammentata della realtà giapponese dei nostri giorni, concepisce un macrocosmo di consumismo sfrenato che divora e si insinua nelle menti odierne delle generazioni di giovani giapponesi : scarpe, vestiti, accessori, gli ultimi ritrovati cyber-tecnologici,tutto scatena e alimenta nei ragazzi l'impulso irrefrenabile e incontarastabile di avere, di possedere, di apparire ancor prima di essere,[G] e la disumanizzazione estrema di tale fenomeno, è proprio quella di trasformare il suicidio in qualcosa che si concretizzi come un rituale "cool" e oltremodo "griffato, nell’ultima e definitiva trasgressione, cercata e agognata proprio come se si trattasse di un paio di jeans firmati o del videogame più gettonato del momento.[/G] La mercificazione selvaggia e il cannibalismo consumistico sono i punti focali di questa disturbata visione di "ogivale" follia, eppure l'estro creativo del regista è più marcatamente profondo e provocatorio di queste parentesi. Altro aspetto che viene assaporato durante la visione di Suicide Circle è "l'isolamento" con la successiva (ovvia) alienazione di queste suddette generazioni "bruciate" violentate, possedute da migliaia di ammenicoli e orpelli tecnologici eppure assolutamente vergini nei rapporti interpersonali e cominucativi, quasi vi fosse un totale incapacità ad esprimersi se non grazie alla teconolgia che assume e assurge ruolo di protesi estensiva necessaria e vitale per ogni tipologia comuicativa.[G]Necessaria alla comprensione di quanto ho scritto è la scena nella quale un giovane si fa precipitare sulla ragazza che ama profondamente fin dalla più tenera età, segnale di pura follia o gesto di irreale amore...?[/G]Rilevante e fondamentale al concepimento strutturale della pellicola è poi la componente musicale-sociale denominata "IDOL". (nella pellicola vi è anche una falsa citazione di un attuale gruppo IDOL giapponese le MORNING MITSUME ) Un fenomeno inquietante e subdolo che lambisce nuove generazioni imponendo loro modelli femminili sempre più irreali e incorporei,pericolosamente over18. Questo sintomo è amplificato oltrmodo da tutto ciò che già si concretizza nelle menti delle giovani generazioni,[G]l'oracolare web e l'omnipresente Tv sono responsabili di un progressivo staccamento dalla sfera reale,fino al concepimento di una vera e propria "passione per il suicidio" [/G]che intaccherà anche il placido mondo adulto con il proseguo dell'incipit narrativo. La scottante tematica del suicidio è trattata in bilico fra serietà cupa e drammaticità e delirante ironia nerissima,con qualche intervallo di dislivello, costituito dai brevi e fugaci istanti di canzontette idol-pop che comunque non smorzano l'atmosfera di minaccia e di opprimente alienazione che alberga nella pellicola. La macchina da presa Di Shono opera in maniera frenetica e mescola,uno stile classico con stile pseudo-documetaristico dal taglio sporco e nervoso con l’ausilio di una fotografia trasandata ma efficace, si va delineando una pellicola con uno stile episodico graffiante e oscuro, di impatto e di riflessione al contempo. [G]Suicide Circle è una pellicola di segnale di denuncia e di allarme,[/G]è un accenno al divario generazionale fra i pargoli aspiranti suicidi e la generaione adulta che non riesce a priori ad accettare la realtà sociale macabra e oscura che li circonda, nonostante siano loro i primi diretti responsabili di una simile assurda scelta di morte. L'opera di Shono è una scioccante e illogica pellicola che catapulta lo spettatore in una dimensione di violenza iperrealista tremendamente reale, le tragicomiche scelte giovanili di morte vengono descritte graficamante facendo un uso generoso di mirati effetti splatter, (la scena della metropolitana è un qualcosa di inenarrabilmente sublime) Utilizzando vie non convenzionali,(proprio come il Battle Royal di Fukasaku) Shono cerca di lanciare un chiaro messaggio allo spettatore : "in questa società, nella società giapponese, nell’utopistico mondo perfetto come qualcuno vorrebbe farci credere che fosse, c’è qualcosa che non va." Ottime prove recitative di tutto il cast,Hideo Sako, già apparso in altri film di Sono e in due lungometraggi di Takashi Miike, Tengoku Kara Kita e Otoko-tachi e Koroshiya (conosciuto all’estero come Ichi the Killer), Akaji Maro (L’Estate di Kikujiro, Kill Bill Vol.1),Masatoshi Nagase – (Mystery Train, Luna d’Autunno) e Ryo Ishibashi –(Audition, Brother). Come sempre a me non resta che caldeggiarvene la visione.
Alexander13 "Mail me"

* (alterna la propria carriera cinematografca "seria" con una scanzonata produzione registica di lungometraggii Gay porno)