[C]yber [D]emagoghi [C]rescono

Secondo giorno di vita atemporale del mio crudo e compiaciuto bloghettino neonato, e già non so da che parte cominciare l'ardua opera...adesso in realtà mi sento intrappolato in una fase di transizione intermedia, nella quale suppongo molti aspiranti "blogghers" (che terminologia odiosa) credo siano rovinosamente incappati :
Voler scrivere qualcosa di profondo.
Non ci riesco. Sono solo pieno di ostilità e livore.
Non voglio scrivere nulla, sono pieno di rabbia, delusione, amarezza, solitudine. Oggi sono anche più nichilista e stronzo del solito. E' uno di quei giorni dove sembrano non esservi più certezze, ma solo un abisso nero di silenzio e desolazione tutt'intorno a te.
Mi sembra di essere un naufrago, unico superstite di una spedizione spaziale schiantatasi su di un pianeta sconosciuto ed ostile, dove qualsiasi cosa può essere diversa da come appare e può ferirti. Mi sembra di vivere in un labirinto di specchi rotti i cui frammenti si protendono astiosamente per graffiarmi, taglirami, strapparmi gli abiti, violare la mia carne. O di essere in fondo ad un pozzo, da risalire arrampicandosi con le unghie mentre il sole tramonta e su di me cala l'oscurità (questo fa molto Sadako).
E la rabbia sale, quasi fossi un licatropo che nelle ore notturne sfoga i suoi istinti animaleschi. Mi metterò anche io ad ululare a latrare alla luna? O pregherò invano antichi dei ormai morti e dimenticati, e divinità moderne di plastica preconfezionate per un pubblico stolto e sofferente? Oppure bestemmierò con tutto il fiato che ho, solo per ritrovarmi esausto senza che nulla sia cambiato? Oppure me ne andrò a letto, odiando questo mondo ed odiando me stesso e la mia incapacità di adattarmici, e sperando in un diverso risveglio domattina, in qualcosa che getti una nuova luce, una luce di speranza sulla squallida ed inutile ritualità quotidiana a cui sono ormai assuefatto... O forse, domani, mi alzerò sperando di incontrare l'amore della mia vita, di dare una svolta alla mia esistenza, di fare un incontro, una scoperta che mi cambi per sempre? Non lo sò, e la non conoscenza, l'inquietezza per un futuro incerto e non delineato aumenta la mia frustrazione. Come un serpente che si morde la coda. I buddisti dicono che per rompere il cerchio delle reincarnazioni bisogna elevarsi, purificare lo spirito distaccandosi dai desideri terreni e dai bisogni. Beh, allora io sarei sicuramente un pessimo buddista. Perchè io non riesco a smettere di desiderare fortemente, di accendermi di passione o di rabbia, di amare ed odiare, di cercare di assaporare avidamente il più piccolo dettaglio, le più piccole ed insignificanti sfumature che mi donino un po' di gioia, un po' di speranza. Perciò continuerò a sbattere la testa, a commettere errori, a maledire la mia incapacità di cambiarmi, e sotto sotto ad autocompiacermi perchè ancora ho il coraggio di credere in qualcosa, di aggredire a testate i muri per cercare buttarli giù. Ho bisogni di mulini a vento contro cui scagliarmi. Ma ora sono stanco, questo sfogo è almeno servisto a calmarmi un po'. Domani è un'altro giorno, saprò essere l'artefice del mio destino oppure mi farò sballottare dagli eventi? Sarò comparsa o protagonista nel piccolo teatrino della mia vita? Che qualcuno me lo dica per favore. Io amo e io odio, io soffro e spero, io sono vivo.

"La vita è composta da una parte di tragedia ed una di commedia. Personalmente preferisco la parte di commedia...il punto è che non sai mai quale ti capiti prima"

Alex - Bardo Della Tragedia Involuta