+Psicodromo+ file 008 : Suicide Club

Jisatsu Circle aka Suicide Circle
Japan 2003
Director: Sion Sono (Shono)

Cast:
Masatoshi NAGASE- -Ryo ISHIBASHI -Akaji MARO -Tamao SATO -Mai HOUSYOU
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
"26 maggio. Stazione metropolitana di Shinjuku, a Tokyo. Il classico viavai di persone che affollano costantemente le strette banchine di passaggio, la vita di tutti i giorni che si incontra, si saluta e prosegue oltre.Tanti studenti si radunano alla fermata per fare ritorno alle proprie case dopo un’intensa giornata di studio e di attività post-scolastiche. Ragazzi vivaci, che chiacchierano rumorosamente in attesa del treno, scambiandosi battute e pettegolezzi in spensierata libertà. Poi il convoglio si avvicina. Riecheggia il canonico annuncio che ammonisce i passeggeri a restare dietro la linea gialla di sicurezza. Tuttavia, come un gigantesco serpente, un nutrito gruppo di studentesse d’improvviso forma una catena umana che si avvicina pericolosamente al bordo della piattaforma, tenendosi tutte per mano. Poi, come per gioco, le ragazze si incitano a vicenda e si proiettano sui binari della ferrovia, pochi istanti prima che la metropolitana sopraggiunga e le travolga, compiendo un massacro. Cinquantaquattro liceali, come in seguito riporteranno i notiziari, in una manciata di secondi hanno trasformato una stazione della metropolitana in un bagno di sangue senza motivo apparente, mentre nel caos che si scatena successivamente al tragico evento qualcuno abbandona una piccola e sporca borsa sportiva bianca. E, nonostante la feralità degli accadimenti, l’impietosa televisione continua a mandare in onda a ripetizione i video di un nuovo gruppo musicale di adolescenti chiamate Dessert (?) ,i cui motivetti allegri stridono rumorosamente contro l’orrida visione dei corpi smembrati delle ragazze." Oltre alla tragedia della metropolitana, i telegiornali di tutto il Giappone riferiscono di altri misteriosi suicidi avvenuti nel medesimo giorno...contemporaneamente alla pila di cadaveri che va accrescendosi sempre più, si moltiplicano anche i rinvenimenti delle inquietanti "borse bianche", il cui contenuto viene esaminato da una squadra speciale di tre agenti capitanati dal comandante delle forze dell’ordine in persona, il sovrintendente Hagitani gli ispettori Murata e Kuroda. I tre uomini di legge scopriranno con indicibile terrore che gli strani "rotoli" morbidi all'interno delle bag bianche, altro non sono che "rotoli di lembi di pelle umana" rilegati a mò di scioccante gomitolo epidermico.... Inizieranno sconvolgenti investigazioni e altri macabri rinvenimenti prima di giungere alla orribile realtà... Quali possono essere le cause di simili orridi suicidi collettivi...? Un misterioso culto dedito alla morte...? Una delirante e sconvolgiente moda giovanile...? Oppure ciò che si delinea è la successiva de-evoluzione dei ragazzi giapponesi..? scheggie di consumismo impazzite che decidono di porre termine alle loro vite poichè il mondo degli adulti ha gia abbondantemente svezzato una generazione di falliti...? ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Preludium of Hellz : [ C]"Dopo lo scandalo suscitato dalla pirotecnica pellicola “Battle Royale”, ecco un altra preziosa visione nipponica che ha fatto molto discutere per le tematiche trattate e per la violenza iperrealistica messa in mostra. 50 studentesse liceali decidono di porre fine alle loro vite, le fanciulle sigillano un patto di sangue con sorella morte e si suicidano in massa gettandosi sotto la metropolitana in corsa. L’opinione pubblica è pietrificata e la polizia non sa come indagare sull’accaduto. Progressivamente pare diffondersi l'assurda "moda del suicidio" fra i giovani e si inizia a vociferare al riguardo di un fantomatico “Suicide Club” che vanta anche un sito internet. Chi si cela dietro questa catena di morti ? C’è un piano segreto, oppure si tratta di follia collettiva?"[/C] Questo preludio di terrore è solo l'anteprima più spicciola di ciò che il poliedrico*director Shono costruisce ed edifica in Jisatsu Circle con inflessibile ferocia visiva. Con un stile cupo, costeggiato da una profonda autocritica verso la propria società giapponese, Sono realizza oltre che un disturbante panorama giovanil-nipponico, un manifesto cosmpolita di genuinità tagliente e di indigesta prospettiva. [G]L'opera narrativa del regista è probabilmente riassumibile e riconducibile a due aspetti che irrompono e che si sedimentano nella civiltà sociale giapponese dei nostri giorni. Alienazione e Disagio. [/G]Le chiavi di lettura di questa oltraggiosa pellicola nipponica sono iscritte sebbene parzialmente a una triforza di aspetti che si radicalizzano e si sedimentano nella cultura moderna nipponica : in Primis, Sono contempla e ci regala una distorta (?) visione dell''imperante disagio giovanile che fagocita le nuove generazioni giapponesi,"disagio" generazionale, costruito e sorretto da madre tecnologia : nuove caste giovanilistiche vengono circondate e assediate (e in parte lusingate) da una moltitudine scintillante di gingilli cyber-tecnologici dalle più svariate forme e dimensioni, ecco che dunque [G]semplici oggetti consumistici diventano preziosi cimeli con i quali assaporare una nuova religione fondata sulla lubricità e sul piacere del possesso e della morte.[/G]Sono regala allo spettatore una visione deleteria e frammentata della realtà giapponese dei nostri giorni, concepisce un macrocosmo di consumismo sfrenato che divora e si insinua nelle menti odierne delle generazioni di giovani giapponesi : scarpe, vestiti, accessori, gli ultimi ritrovati cyber-tecnologici,tutto scatena e alimenta nei ragazzi l'impulso irrefrenabile e incontarastabile di avere, di possedere, di apparire ancor prima di essere,[G] e la disumanizzazione estrema di tale fenomeno, è proprio quella di trasformare il suicidio in qualcosa che si concretizzi come un rituale "cool" e oltremodo "griffato, nell’ultima e definitiva trasgressione, cercata e agognata proprio come se si trattasse di un paio di jeans firmati o del videogame più gettonato del momento.[/G] La mercificazione selvaggia e il cannibalismo consumistico sono i punti focali di questa disturbata visione di "ogivale" follia, eppure l'estro creativo del regista è più marcatamente profondo e provocatorio di queste parentesi. Altro aspetto che viene assaporato durante la visione di Suicide Circle è "l'isolamento" con la successiva (ovvia) alienazione di queste suddette generazioni "bruciate" violentate, possedute da migliaia di ammenicoli e orpelli tecnologici eppure assolutamente vergini nei rapporti interpersonali e cominucativi, quasi vi fosse un totale incapacità ad esprimersi se non grazie alla teconolgia che assume e assurge ruolo di protesi estensiva necessaria e vitale per ogni tipologia comuicativa.[G]Necessaria alla comprensione di quanto ho scritto è la scena nella quale un giovane si fa precipitare sulla ragazza che ama profondamente fin dalla più tenera età, segnale di pura follia o gesto di irreale amore...?[/G]Rilevante e fondamentale al concepimento strutturale della pellicola è poi la componente musicale-sociale denominata "IDOL". (nella pellicola vi è anche una falsa citazione di un attuale gruppo IDOL giapponese le MORNING MITSUME ) Un fenomeno inquietante e subdolo che lambisce nuove generazioni imponendo loro modelli femminili sempre più irreali e incorporei,pericolosamente over18. Questo sintomo è amplificato oltrmodo da tutto ciò che già si concretizza nelle menti delle giovani generazioni,[G]l'oracolare web e l'omnipresente Tv sono responsabili di un progressivo staccamento dalla sfera reale,fino al concepimento di una vera e propria "passione per il suicidio" [/G]che intaccherà anche il placido mondo adulto con il proseguo dell'incipit narrativo. La scottante tematica del suicidio è trattata in bilico fra serietà cupa e drammaticità e delirante ironia nerissima,con qualche intervallo di dislivello, costituito dai brevi e fugaci istanti di canzontette idol-pop che comunque non smorzano l'atmosfera di minaccia e di opprimente alienazione che alberga nella pellicola. La macchina da presa Di Shono opera in maniera frenetica e mescola,uno stile classico con stile pseudo-documetaristico dal taglio sporco e nervoso con l’ausilio di una fotografia trasandata ma efficace, si va delineando una pellicola con uno stile episodico graffiante e oscuro, di impatto e di riflessione al contempo. [G]Suicide Circle è una pellicola di segnale di denuncia e di allarme,[/G]è un accenno al divario generazionale fra i pargoli aspiranti suicidi e la generaione adulta che non riesce a priori ad accettare la realtà sociale macabra e oscura che li circonda, nonostante siano loro i primi diretti responsabili di una simile assurda scelta di morte. L'opera di Shono è una scioccante e illogica pellicola che catapulta lo spettatore in una dimensione di violenza iperrealista tremendamente reale, le tragicomiche scelte giovanili di morte vengono descritte graficamante facendo un uso generoso di mirati effetti splatter, (la scena della metropolitana è un qualcosa di inenarrabilmente sublime) Utilizzando vie non convenzionali,(proprio come il Battle Royal di Fukasaku) Shono cerca di lanciare un chiaro messaggio allo spettatore : "in questa società, nella società giapponese, nell’utopistico mondo perfetto come qualcuno vorrebbe farci credere che fosse, c’è qualcosa che non va." Ottime prove recitative di tutto il cast,Hideo Sako, già apparso in altri film di Sono e in due lungometraggi di Takashi Miike, Tengoku Kara Kita e Otoko-tachi e Koroshiya (conosciuto all’estero come Ichi the Killer), Akaji Maro (L’Estate di Kikujiro, Kill Bill Vol.1),Masatoshi Nagase – (Mystery Train, Luna d’Autunno) e Ryo Ishibashi –(Audition, Brother). Come sempre a me non resta che caldeggiarvene la visione.
Alexander13 "Mail me"

* (alterna la propria carriera cinematografca "seria" con una scanzonata produzione registica di lungometraggii Gay porno)

(S)inergie di un '(A)nima (T)umefatta

"Gli uomini e le donne non conoscono l’amore.
Quello che essi scambiano per amore è un insieme di molte cose, legate alle emanazioni dell’energia del plesso solare, e motivate e sostenute da bisogni personali legati a condizionamenti, a traumi subiti, a vissuti del passato".

Every man I ever knew
Every woman I ever had
Is gone

Everything I ever touched
Everything I ever had

Has died

Every street I ever walked
Every home I ever had

Is lost

Every flower I ever held

Every spring I ever had

Has died

Everything I ever touched

Everything I ever had

Has died


Amare.
E' ancora possibile? E' ancora immaginabile in questo mondo alla deriva, formulare un pensiero simile? Io credo di sì. Io, mio malgrado, ci riesco... e sono lacrime e sangue che ne scaturiscono.
Io amo. Ma il mio amore da solo è nulla, è incompleto. Da solo ha senso, è vivo e palpitante, ma non andrà sprecato, non morirà dimenticato in un angolo del mio essere? Eppure mi sento così pieno di vita, così forte, nonostante il dolore che tutto mi provoca di continuo, incessantemente. Cos'è che mi spinge a lanciarmi contro i mulini a vento? Che mi fa lanciare nel vuoto senza nessuna garanzia sull'atterraggio? Ha a che fare con l'incoscienza, con la stupidità, oppure con coraggio e nobiltà? Chi sono io, perso tra milioni, per potere avere una risposta? Per arrogarmi il diritto di chiederlo, quando il mio peso nell'economia delle cose, di questo mondo è così misero? No, io sono, io esisto e sono vivo ed ambisco alla gioia, alla realizzazione del se, all'amore della mia amata. Vale la pena soffrire per amore, ha ancora senso lo struggimento romantico tanto caro a scrittori e narratori del passato? Sì, io sono disposto anche a morire per amore. A bruciarmi come una falena troppo vicina alla fiamma, per un unico, singolo istante di felicità ed incondizionato amore, che duri per sempre nella mia mente. Sono disposto a consumarmi per esso. Poco importa se poi finirà, se io finirò. L'unica certezza sarà che io ho amato ed ho vissuto fino in fondo il mio sentimento. E nessuno mai potrà rubarmi questa certezza. In un mondo che mi appare privo di senso, questa cosa sembra l'unica luce, dietro a cui valga veramente la pena di smarrirsi. Forse io morirò per amore, se sarò fortunato invece morirò d'amore. Ma io amerò, senza riserva, senza certezze, senza alcuna paura, perchè solo così non avrò alcun rimpianto e potrò dire di aver vissuto davvero. Ed il sangue, le lacrime, il dolore, la caduta fanno parte di questo nostro teatro di tragedia e commedia che è la vita al pari della gioia, del trionfo, della gloria ed hanno identica dignità. Io sono l'ultimo dei cyber romantici, un Rodolfo Valentino cyberpunk che danza sul raggio di un proiettore, perduto in un'eterna illusione romantica. Non svegliatemi vi prego.

Alehandro "Save a Prayer" Rubicon



(M)e (T)he (P)hantasma

Perchè è uno spirito libero e selvatico, e non aspetta i tuoi comodi. Ed è un attimo, e la vedi che si allontana nella foresta. Per sempre. E ti ritrovi a guardare una radura vuota, perchè l'attimo è passato. E tu non sei stato sufficientemente bravo a coglierlo, e l'hai fatta scappare. E non te ne sei nemmeno accorto. Sarà la stagione, il vento freddo ed il cielo coperto. O il blocco alle auto che mi costringe in casa tutta la domenica con la colonna sonora di "Debiruman" sullo stereo. E allora via a rassettare la mia stanzetta, ed inevitabilmente riaffiorano anche i ricordi spostando le cose, la maggior parte dolorosi. E' un dato di fatto che una buona parte di ciò che conservo in casa mi ricordi J ed i 4 anni che abbiamo passato assieme, quasi. Questo prima che la sua rabbia ed insoddisfazione, la sua insofferenza per il mondo mi travolgesse e distruggesse la nostra storia. Ora lei fa la solita vecchia vita di sempre, quasi nulla è cambiato, ed è perennemente insoddisfatta e cupa. Ed io mi ritrovo a catalogare ad archiviare gli oggetti, le piccole cose, che mi ricordano di quando ci amavamo. O almeno di quando io l'amavo, perchè non mi sarà mai dato di sapere con certezza quanto lei veramente tenesse a me in effetti. Due dei tre orologi che posseggo me li ha regalati lei, e tutti, dopo la nostra chiusura si sono spaccati...compreso quello che mi era più caro ora..poi libretti di fotografie. I suoi biglietti di quando veniva a cucinarmi a casa mentre io ero al lavoro. Un modellino scala 1:400 di un Drago Non-morto (?-?) ancora imballato, da costruire, quasi a testimoniare il tempo che si è per sempre fermato congelando il mio futuro. Sono passati anni ormai, ma ancora la mia stanza è piena di riferimenti a J. Sono tanti 4 anni, si dividono un sacco di cose. Probabilmente il suo fantasma aleggerà per casa per molto, troppo tempo ancora. Ed io mi ritroverò a girare per le mani oggetti legati a lei, ed al ricordo nei nostri giorni felici, che resiste nonostante l'abbruttimento e la cattiveria di come è finito tutto. Bruciato nella rabbia e nell'insoddisfazione di J, nel suo odio per le cose e per se stessa che si rivolgeva contro di me mentre cercavo di aiutarla a star meglio. Mentre io annaspavo, mi agitavo cercando di tenere assieme dei cocci troppo piccoli, che mi scivolavano dalle mani e cadevano perdendosi. Anche a questo serve un freddo pomeriggio autunnale in casa. A ricordare, piccoli momenti piacevoli che sembrano lontani secoli ormai, ed altri orribili e dolorosi che ancora bruciano come ferite fresche in profondità nella carne. Senza potersi dare una risposta, a distanza di mesi, senza capire. Come e perchè sia tutto finito e distrutto. Ormai è solo una domanda retorica e priva di senso, che si perde in una casa vuota durante un pomeriggio solitario. Oggi non potevo fare altro che ricordare. Il vuoto, dentro e attorno a me. Stò assomigliando sempre di più a Winslow, il compositore maledetto protagonista di "Phantom of the Paradise" di Brian DePalma del '74. Chissa se anche io avrò un epilogo teatrale e d'effetto, shakespeariano, alla mia vita. Lo spero.

Lo (P)sicoDromo - (G)ritos en la (N)oche -

ELECTRIC DRAGON 80.000 VOLT
Regia-Sogo Ishii Anno di Produzione-2000-JP Cast-Tadanobu Asano, Masatoshi Nagase
Un bambino giapponese si arrampica imprudentemente su un traliccio dell’alta tensione e viene colpito in pieno da un fulmine….sopravvissuto al terribile incidente il giovane bambino viene perseguitato da disturbi della personalità e scoppi improvvisi ed incontrollabili di violenza, sviluppa inconsapevolmente una forte affinità con il mondo dei rettili e nondimeno una spettacolare padronanza con l’energia elettrica….Gli anni passano, ora il bambino è cresciuto ed è un giovane di 20 anni…vive a Tokyo è ancora affetto dalle crisi di violenza e sprigiona una maggiore quantità di energia elettrica ad ogni sua “scarica” di collera, tanto che ha dovuto attrezzare il suo mini-appartamento con una giaciglio-branda-di-contenzione con tanto di catene per contenersi !!!! Tenta anche la carriera da boxer ma infruttuosamente. L’unico modo per quietarsi quando sopraggiunge una “scarica elettrica”è afferrare la sei corde e cimentarsi in assoli disarmonici e assordanti…Morrison Dragon Eye questo è il nome dell’elettric-boy è un detective di rettili smarriti e utilizza la sua dote pressoché unica per ritrovare i rettili di facoltosi padroni/e….Entra in scena “l’antagonista” principale (ed unico) di Morrison, il malefico e “scosso” Thunderbolt Buddha un antennista????!!! megalomane armato di congegni elettronici, sempre in cerca di un avversario con cui cimentarsi che subito non disdegnerà uno scontro di circuiti con il temibile “Pistolero dei cellulari”…. In seguito Thunderbolt Buddha cercherà in ogni modo di provocare e sfidare il Dragone Elettrico, convinto ossessivamente di essere l’unico degno di padroneggiare l’energia elettrica, riuscirà nel suo intento e l’intera città sarà travolta dallo scontro tra i due, sconvolta da uno scontro violentissimo e elettrizzante…
Sogo Ishii ci confeziona un’opera davvero indigesta, violenta, enfatica, surrealista, rumorosa, ipercinetica ma terribilmente interessante.
Electric Dragon 80.000 V è una discesa cyber-gotica nell’elettropia post punk più scura, che si protrarrà per 55 minuti, un meraviglioso affresco metropolitano sparato senza compromessi.
la pellilicola è probabilmente da considerarsi uno stimolante esperimento cinematografico (per altro riuscito in pieno), ricalca per diverse analogie il tanto citato e noto “TETSUO” di Shinya Tsukamoto, anche se “concettualmente” l’opera si distanzia notevolmente da questo ultimo, ciononostante ho notato alcune analogie tra le due opere :
-Ambedue le prove visive non si avvalgono dell’ archètipo dei dialoghi, sono praticamente ed essenzialmente film muti, dimostrazione più che evidente che un movie che non pone particolare enfasi sulla parola, può non risultare inorganico. Sogo Ishii dunque, infrange il convenzionale e aiutandosi con sovraimpressioni sulla pellicola sentenzia e delimita una dimensione di rimando all’epoca del cinema silenzioso.
Semplicemente in Electric Dragon 80.000 V solo le vibrazioni elettriche hanno il diritto di parola.
-Ambedue le prove sono in bianco e nero, scelta che influisce direttamente sulla pellicola, diventa elemento portante dell’intera struttura, assumendo un ruolo monumentale e conferendo ad ogni immagine di neo-Tokyo una potenza di espressione evocativa enorme. -Entrambi i “cortometraggi” pongono particolare enfasi sulla metamorfosi e sullo scontro fra i due antagonisti e infine, ma ciò non di meno importante, ambedue le opere vengono supportate da una colonna sonora da olocausto industriale, assordante e dissonante. (l’assordante colonna sonora di Electric Dragon 80.000 V è opera della band dello stesso Asano i Mach 167) L’opera visiva -epico-anarchica- di Ishii esplora ancora più in profondità il concetto di surrealismo round-breaking che Tsukamoto aveva perfettamente delineato con Tetsuo. Con una maestria cinematografica non indifferente, Ishii urta ripetutamente lo spettatore,gli pone davanti una pellicola bizzarra, psicotica, fondamentalmente “semplice” per struttura narrativa, ma con uno schema di alimentazione apparentemente illogico.
Piacevolmente travolti senza opporre resistenza da una trama assolutamente vibrante e eclèttica, anche se a tratti si ha il chiaro sentore di trovarsi di fronte ad un quadro seminale-astratto sprovvisti di una esauriente chiave di lettura, stiamo navigando nel cyber fantasy di una visione estetica non troppo dissimile a Tetsuo.
Veramente pregevoli alcune scelte “dispari” di regia, la camerawork è rabbiosa, frenetica incessante e martellante, elargisce punizioni regalando fredde visioni apocalittiche quando si sofferma su Thunderbolt Buddha, che pare un cyber fantasma forse un riferimento ieratico ? Azzeccati gli effetti ottici e sopratutto in tema, Megalitico anche lo scontro finale sprovvisto di voli pindarici ma carico di convincenti e rabbiose mosse ad alta tensione. Le prove di Tadanobu Asano (nei panni di Dragon Eye Morrison) e Masatoshi Nagase (in quelli di Thunderbolt Buddha, sono entrambe particolarmente efficaci, Si alternano senza sosta sullo schermo ipnotizzando e illuminando la pellicola,che altro dire se non….
“LUI CONDUCE L’ELETTRICITA’ !!!! COMUNICA CON I RETTILI !!! LUI E' L'UOMO"
!!!!

(N)idi di (R)agno da (R)iscattare

Twist, twist, è mezzanotte dai balliamo il twist
ancheggia le tue gambe assieme a me
andiamo giù e poi saliamo su.
Twist, twist, hai modo di scoprire le virtù
da chi da tempo non lo balla più
scendiamo giù e poi saliamo su.
Dimmi se ti piace continuare poi così
guardami ancora e dimmi si.


Allora ricapitoliamo, o almeno proviamoci...oggi pomeriggio sono andato ancora da C.
Nonostante le mie migliori intenzioni di farla finita, mi ritrovo sempre a vomitare pensieri sconnessi su questo blog. Ogni volta giuro che è l'ultima, che stò diventando patetico, inutile, grottescamente arrogante. Ma ogni volta lo rifaccio. Probabilmente perchè è un buon metodo per levarmi un pò di fantasmi dalla testa. Serate brutte queste, in media ci si salva abbastanza agevolmente con un bicchierino d'assenzio ed il leggero stordimento ipnotico che si porta dietro, che ammazza i pensieri, specie quelli brutti e svuota la mente volente o nolente. Se sie è fortunati una telefonata serale rallegra l'atmosfera. Nei casi più estremi si ricorre a qualcosa di più forte, il cui derivante stordimento è generalmente più lento ma più potente. Mentre scrivo mi rendo conto che la potenza dei miei pensieri (e relativi scritti) è tale da generare quasì più interesse del fatto che in questo momento un formichiere nella giungla amazzonica si stà grattando le palle col lungo muso che normalmente usa per catturare insetti. Ma chi se ne frega, dopotutto è un pò come urlare all'eco in una valle, le parole si disperdono lontane. E speriamo un pò di malessere con esse. Questo blog vera cloaca massima dei miei pensieri più inutili, ridondanti, folli e drammaticamente pessimisti mi aiuta a liberarmi da quell'ingorgo nero e contorto che mi sento nel petto in sere come queste. Come se fossi un lavandino da spurgare. Ci sono momenti in cui questa materia oscura fluisce liberamente e dolorosamente, lasciandomi quasi una sensazione di liberazione. Altri in cui mi si blocca tutto dentro e mi fa più male ancora. Troppe cose conservate gelosamente per troppo tempo, anche anni, cercano (o dovrebbero) di uscire spingendo tutte assieme, ma il corridoio è stretto. E si rende necessaria una leggera sedazione, mentre questo orrido golem di materia nera che mi porto dentro viene gradulamente espulso. Ridendo e scherzando, non ci stò affatto bene. Certe volte fa un male del diavolo, altre volte mi fa sentire completamente svuotato e senza emozioni. E dubbi, sensi di colpa, paure sono sempre in agguato, da tenere a bada con la frusta e la sedia. Ma li se ne stanno e guai a loro! Stò diventando un mostro, forse. Oppure stò impazzendo (tesi abbracciata da alcuni e decisamente respinta da altri). Oppure è una fase della vita, come un'altra, solo che sono in fattanza da assenzio & Co. e vedo tutto molto romanzato. Il che non mi fa però sentire meno peggio in certe sere. Ragion per cui riempirò (temo) di parole a vuoto questo posto chiamato blog ancora per un pò. Se qualcuno è arrivato fin quì a leggere questo sproloquio senza senso o mi vuole molto bene o è completamente masochista o attratto dalle bizzarrie del comportamento umano o idiota. Venghino siori, al circo della psiche! Vorrei chiudere con qualcosa di molto effetto, di profondo e sincero, di emozionante. Qualcosa che dia senso a tutto quanto scritto sopra. Ma mi viene in mente solo una cosa : vaffanculo. Un bel vaffanculo di resistenza e liberatorio in faccia al mondo.

Alex "Signor Sulu, ci porti via di quì per favore" in fretta...


[C]yber [D]emagoghi [C]rescono

Secondo giorno di vita atemporale del mio crudo e compiaciuto bloghettino neonato, e già non so da che parte cominciare l'ardua opera...adesso in realtà mi sento intrappolato in una fase di transizione intermedia, nella quale suppongo molti aspiranti "blogghers" (che terminologia odiosa) credo siano rovinosamente incappati :
Voler scrivere qualcosa di profondo.
Non ci riesco. Sono solo pieno di ostilità e livore.
Non voglio scrivere nulla, sono pieno di rabbia, delusione, amarezza, solitudine. Oggi sono anche più nichilista e stronzo del solito. E' uno di quei giorni dove sembrano non esservi più certezze, ma solo un abisso nero di silenzio e desolazione tutt'intorno a te.
Mi sembra di essere un naufrago, unico superstite di una spedizione spaziale schiantatasi su di un pianeta sconosciuto ed ostile, dove qualsiasi cosa può essere diversa da come appare e può ferirti. Mi sembra di vivere in un labirinto di specchi rotti i cui frammenti si protendono astiosamente per graffiarmi, taglirami, strapparmi gli abiti, violare la mia carne. O di essere in fondo ad un pozzo, da risalire arrampicandosi con le unghie mentre il sole tramonta e su di me cala l'oscurità (questo fa molto Sadako).
E la rabbia sale, quasi fossi un licatropo che nelle ore notturne sfoga i suoi istinti animaleschi. Mi metterò anche io ad ululare a latrare alla luna? O pregherò invano antichi dei ormai morti e dimenticati, e divinità moderne di plastica preconfezionate per un pubblico stolto e sofferente? Oppure bestemmierò con tutto il fiato che ho, solo per ritrovarmi esausto senza che nulla sia cambiato? Oppure me ne andrò a letto, odiando questo mondo ed odiando me stesso e la mia incapacità di adattarmici, e sperando in un diverso risveglio domattina, in qualcosa che getti una nuova luce, una luce di speranza sulla squallida ed inutile ritualità quotidiana a cui sono ormai assuefatto... O forse, domani, mi alzerò sperando di incontrare l'amore della mia vita, di dare una svolta alla mia esistenza, di fare un incontro, una scoperta che mi cambi per sempre? Non lo sò, e la non conoscenza, l'inquietezza per un futuro incerto e non delineato aumenta la mia frustrazione. Come un serpente che si morde la coda. I buddisti dicono che per rompere il cerchio delle reincarnazioni bisogna elevarsi, purificare lo spirito distaccandosi dai desideri terreni e dai bisogni. Beh, allora io sarei sicuramente un pessimo buddista. Perchè io non riesco a smettere di desiderare fortemente, di accendermi di passione o di rabbia, di amare ed odiare, di cercare di assaporare avidamente il più piccolo dettaglio, le più piccole ed insignificanti sfumature che mi donino un po' di gioia, un po' di speranza. Perciò continuerò a sbattere la testa, a commettere errori, a maledire la mia incapacità di cambiarmi, e sotto sotto ad autocompiacermi perchè ancora ho il coraggio di credere in qualcosa, di aggredire a testate i muri per cercare buttarli giù. Ho bisogni di mulini a vento contro cui scagliarmi. Ma ora sono stanco, questo sfogo è almeno servisto a calmarmi un po'. Domani è un'altro giorno, saprò essere l'artefice del mio destino oppure mi farò sballottare dagli eventi? Sarò comparsa o protagonista nel piccolo teatrino della mia vita? Che qualcuno me lo dica per favore. Io amo e io odio, io soffro e spero, io sono vivo.

"La vita è composta da una parte di tragedia ed una di commedia. Personalmente preferisco la parte di commedia...il punto è che non sai mai quale ti capiti prima"

Alex - Bardo Della Tragedia Involuta


(C)ostruzioni (S)otterranee (S)ottovuoto

Benvenuti Nella [SS]inagoga della Devozione
London After Midnight is a film no one will ever see. Not in the sense of it being a bad film, however: 1927's London After Midnight has been lost to history. 1955 was the last time MGM checked on the print of the film. In 1967, there was a fire in the vault in which it was stored. No copies of the print are known to exist, thus no one will ever again see this film.

Oggi mi sento come il caporale Steiner ne "La Croce di Ferro": perduto ed intrappolato, in balia del caso e del destino, abbandonato in poche parole a me stesso. Solo che mi sento molto meno eroico di Steiner (il grande James Coburn) ed a dir la verità mi girano parecchio anche le palle, nonostante l'amarezza. E la mia vita non può godere, purtroppo, dell'abile regia di Sam Pekimpah e quindi è molto meno lirica ed attraente del film-capolavoro di cui sopra... Ma ugualmente sanguinosa. Avrò anche io la mia bella decorazione alla memoria? Ne sarà valsa la pena? Che cazzo ne sò... Non posso fare altro che andare avanti a combattere fino alla fine anche se non sò più il perchè da parecchio tempo.
Ma veniamo a noi...o almeno proviamoci...
A dir la verità non so cosa mi abbia spinto ad auto-inaugurarmi un blog personale, mi domando se è stata è la solita mania di auto celebrazione (o de-celebrazione nel mio caso..) oppure un insano desiderio di protagonismo frammisto a un egocentrismo impellente per avere un certificato d'autenticità -serio ed attendibile- ad avermi portato a fare una cosa così inutile e diciamolo pure abbastanza banale, in una epoca informatizzata come questa poi...
La regia mi suggerisce che è pure pericolosa ma non me ne curo : il grand'angolare mi piace e l'utilizzo come mi pare, anche se non so esattamente cosacazzo sia e a cosa serva.
E così mi sono fatto il blog.
Se fossero stati wavici anni 80 e se fossi stato figlio del Commendator Ludovico Fosco Bambogia, mi sarei fatto la barchetta a spese del "papi", ma ora è più "trendi" il blog e la conseguente autocelebrazione dell'ego più o meno inutile..
...quindi anche io apro la mia piccola pagina dell'ostilità, dove posso dare tutto il peggio ed il meglio di me, [più la prima che la seconda..] ma questo l'avevate intuito.
Una sorta di bambola voodoo virtuale, un postribolo post-atomico, una seduta di flagellazione elettrotopica post-punk e...è che mi piace coniare termini nuovi, prima o poi scatterà un progetto-dizionario "LO YORGHESE PER I PIU' PICCINI"...magari se trovo un editore serio..chissà...
Non sono un filosofo, non sono un esteta, non sono un formalista, e nemmeno un artista, non so esattamente cosa sono, forse una massa protoplasmatica instabile e spesso aggressiva, ma di una cosa sono certo : sono vivo e dunque mi trascino come molti, forse, a detta di pochi, meglio di molti, ecco..ancora...ci risiamo cuccia ego.

Sarò all'altezza di questo blog radical-chic decadente cybernetico-contaminato?
Non lo sò ed onestamente non me ne frega assolutamente niente..
"Scrivo perchè mi piace, anche se non ne sono capace" direbbe M_nuele dei M_PB.

Voi pensatela come volete :
Ostilità verso il conformismo, autocompiacimento nichilista, glorificazione all'eccesso dell'ego oppure cazzeggiamento "imperata mundi" con scopo terapeutico.

Fottetevi tutti quanti dunque...ma con stile.

Un tonfo appassionato dalla Lost Valley
ALeX MessomaleX